📖 Guida

Islanda: aurora boreale, geyser e paesaggi vulcanici

Islanda: aurora boreale, geyser e paesaggi vulcanici? Per me questo paese si visita in due stagioni completamente diverse, a seconda di cosa si vuole dare la priorità. L’aurora boreale è il sogno di molti, ma è visibile solo da settembre a marzo, quando le notti sono lunghe e buie. D’estate, invece, il sole non tramonta mai davvero, quindi niente luci verdi in cielo, ma si hanno giornate infinitamente lunghe per esplorare geyser e vulcani. Io sto mettendo a punto un itinerario per Reykjavik proprio per quest’inverno, ed ecco quello che ho capito.

Per arrivare si vola su Keflavik, l’aeroporto internazionale a circa 45 minuti dalla capitale. Il bus Flybus porta direttamente in centro a un prezzo ragionevole (circa 30 euro a tratta). Muoversi sull’isola è la spesa più grossa: noleggiare un’auto è quasi d’obbligo per visitare i luoghi iconici come il Circolo d’Oro, ma con un mezzo 4x4 d’inverno si parte da 80-100 euro al giorno. In alternativa esistono tour organizzati da Reykjavik, più cari ma senza la fatica di guidare su strade ghiacciate.

Quanto al budget, l’Islanda è cara, non si scappa. Una spesa media – tra volo, alloggio in ostello o guesthouse economica, pasti cucinati da sé e un paio di tour – si aggira sui 1500-2000 euro a persona per una settimana. Se si vuole mangiare sempre al ristorante e dormire in hotel, si sale tranquillamente sopra i 3000. Esiste anche una versione low cost: dormire in camper (occhio al freddo), comprare cibo al supermercato Bonus e limitare le attività a pagamento. Ma anche così, 1200 euro sono il minimo sindacale.

Cosa non perdere? Il Parco Nazionale di Thingvellir, dove si cammina tra le placche tettoniche; Gullfoss e la cascata doppia; l’area geotermale di Geysir con lo Strokkur che scoppia ogni pochi minuti. A Reykjavik, la chiesa Hallgrímskirkja e il vecchio porto. Per l’aurora, bisogna allontanarsi dalla città, magari con un tour che porta in campagna aperta.

Cosa evitare? La delusione più grande è credere che l’aurora sia assicurata. Anche in pieno inverno le nuvole possono rovinare tutto, e il meteo islandese cambia in un attimo. Un altro aspetto negativo sono i prezzi alle stelle per qualsiasi cosa, anche una zuppa in un bar normale. E poi quelle folle ai geyser in alta stagione: a luglio si sta gomito a gomito, meglio andare a maggio o settembre.

Un consiglio che non troverete sulle guide: invece di fare la fila alla Blue Lagoon (costosa e spesso piena), provate le piscine termali comunali di Reykjavik, come Laugardalslaug. Costano meno di dieci euro, l’acqua è calda e c’è un’atmosfera locale vera. Per l’aurora, controllate l’indice Kp e il meteo locale su vedur.is, non fidatevi solo delle app. Servono almeno 5-7 giorni per vedere i punti principali senza correre, ma per un vero giro dell’isola ci vogliono due settimane.

2 Commenti

per partecipare alla discussione

LU
luxso99

Prendere il Flybus è da turisti low cost, non da intenditori.

Sbagli: chi conosce la città sa che il Flybus è la scelta più intelligente.