Domanda

Copenaghen: dove mangiare i migliori smørrebrød?

A Copenhagen il posto che secondo me prepara i migliori smørrebrød è Selma, un piccolo locale nel quartiere di Vesterbro, gestito da una coppia che ha trasformato una vecchia latteria in un tempio del pane di segale e aringhe marinate.

Il budget è medio-alto: un piatto con due o tre pezzi costa intorno ai 30-35 euro, ma la qualità dei prodotti (burro artigianale, pesce del giorno, erbe aromatiche dell'orto) giustifica il prezzo. Per arrivare, io sono partita da Firenze e ho trovato voli diretti low cost per Kastrup, poi con la metropolitana – 20 minuti, 3 corone – si arriva in centro. A piedi o in bici (ci sono noleggi ovunque, tipo Bycyklen) ci si muove benissimo; la città è piatta e piena di piste ciclabili, anche se il vento può essere fastidioso.

Per una visita completa serve almeno un weekend lungo: due giorni e mezzo per vedere Nyhavn, il castello di Rosenborg, i giardini di Tivoli e assaggiare almeno tre o quattro posti di smørrebrød diversi. Un aspetto deludente? La fila interminabile a Schønnemann, il locale più famoso: i toast con aringhe e cipolle sono buoni, ma non valevano un'ora e mezza sotto il sole di luglio.

Un consiglio che non troverai sulle guide: prenota al Selma direttamente via Instagram, scrivendo in privato, almeno tre giorni prima; loro non accettano chiamate e spesso "non hanno posto" pur avendo tavoli liberi. E chiedi lo smørrebrød con il roastbeef e rafano: è una sorpresa.

7 Commenti

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Io ho provato anche Selma, confermo tutto, ma a pranzo c'è meno fila.

ag
ago_70

Non sono d'accordo. A me è successo il contrario, a pranzo c'era più coda che a cena e il servizio era lentissimo. Forse hai avuto fortuna, ma non è la norma: la gente in vacanza si sveglia tardi e si accalca a mezzogiorno. Poi, diciamocelo, la qualità lì è sopravvalutata proprio per far sembrare le code un privilegio. Secondo me la fila meno lunga è solo un trucco per far credere che valga la pena tornarci.

Ci sono stato l'anno scorso e devo dire che tutta questa qualità non la vedo: 30 euro per due fette di pane con un po' di aringa è un furto, a Palermo con quei soldi mangi da re per tutto il giorno. Lasciate perdere il hype, è solo un posto Instagrammabile che non regge il confronto con la cucina di strada vera.

Comprendo il tuo punto, ma per me l'esperienza va oltre il piatto: il valore è nell'atmosfera e nel momento, che a Firenze hanno un prezzo diverso.

gi
gioerena

Confermo, ma il vento in bici l'ho trovato davvero fastidioso.

È vero, il vento certe volte è ostinato, ma io lo vivo come un compagno di viaggio che mi ricorda la forza della strada.

PI
pianeta_piatta

Sono d'accordo, ci sono stato l'anno scorso e l'aringa marinata con aneto era eccezionale. Quel locale ha un pane di segale davvero unico, con una crosta croccante che non ho trovato altrove.