Città del Messico: murales, mercati e street food leggendario
Città del Messico è un'esplosione di colori e sapori che non si dimentica facilmente. La città offre murales ovunque, dai mercati popolari ai vicoli di Coyoacán, e uno street food che merita un viaggio a sé. Il periodo migliore per andare è l'inverno o la primavera, tra novembre e aprile, quando l'aria è più secca e il clima mite evita i rovesci pomeridiani dell'estate. Arrivare è semplice: dall'Europa ci sono voli diretti per l'aeroporto Benito Juárez, e una volta lì la metropolitana è il mezzo più veloce per spostarsi, costa pochi pesos e arriva dappertutto. Per chi preferisce qualcosa di più comodo, gli Uber sono economici e affidabili. Il budget complessivo è medio. Con circa 50-70 euro al giorno si vive bene, mangiando ai mercati e dormendo in un hotel tranquillo nella Condesa o nella Roma. Per una settimana si può vedere il necessario senza fretta, ma dieci giorni permettono di includere una gita a Teotihuacán. Cosa non perdere? Il Mercado de San Juan per i sapori più estremi, i murales di Diego Rivera al Palacio Nacional, e il churros con cioccolata calda al Cafetería El Popular. Ma c'è anche un aspetto negativo: l'inquinamento è pesante, a volte l'aria diventa irrespirabile e si vede raramente il cielo limpido. Alcune zone come Tepito vanno evitate la sera, ma non per pericolo imminente, piuttosto per il caos violento che a volte scoppia. Un consiglio che non si trova sulle guide: per lo street food più leggendario, non fermarsi ai primi chioschi turistici del Zócalo. Meglio incamminarsi verso i mercati di quartiere, come il Mercado de la Merced, e cercare le signore che preparano i tlacoyos con fagioli e nopales. Lì il sapore è autentico e il prezzo è ridicolo.