Parigi: mercatini di Natale, vin brulé e anima bohémienne
Parigi: mercatini di Natale, vin brulé e anima bohémienne? Sì, ma con qualche riserva, perché la città più romantica del mondo a dicembre può anche essere un ingorgo di turisti e luci finte. Sto pianificando un viaggio per il prossimo dicembre, dopo aver sentito amici tornare entusiasti ma anche un po' frastornati. L'idea generale è di un budget medio-alto: Parigi non è economica, specie nei mercatini dove un vin brulé costa sui 5 euro e un pacchetto di marroni arrostiti altrettanto. Per risparmiare, meglio alloggiare in zona République o Belleville, meno centrali ma ben collegate. Arrivare è facile: volo diretto da Firenze a Charles de Gaulle o Orly, circa un'ora e mezza. Poi metro e RER per spostarsi: un abbonamento settimanale Navigo Decouverte per tutte le zone urbane è la scelta migliore, circa 30 euro. Per visitare serve almeno una settimana piena: tre giorni per i mercatini classici (Champs-Élysées, La Défense, Montmartre) e il resto per musei e quartieri bohémien come il Marais o la Butte aux Cailles.
Un aspetto negativo? La folla. I mercatini principali sono un brulichio di selfie e code, e il vin brulé spesso è una brodaglia troppo zuccherata. Delusione più grande: il mercatino di Notre-Dame non esiste più come una volta, sostituito da bancarelle anonime. Il consiglio specifico che non trovate sulle guide: cercate il Marché de Noël di Saint-Germain-des-Prés, piccolo e frequentato da locali, con artigianato vero e vin brulé al miele. Oppure, per l'anima bohémienne, prendete la metropolitana fino a Montreuil, fuori dal centro: lì c'è un mercatino di quartiere con bancarelle di vintage e cibo di strada, prezzi più umani e nessuna cartolina. Tempo necessario: se volete assorbire davvero l'atmosfera, non meno di cinque giorni, altrimenti si corre da una luminaria all'altra senza respirare. Per me, l'essenza di Parigi a Natale non è nei grandi boulevard, ma in una stradina del Quartiere Latino con un bicchiere di cioccolata calda speziata, ascoltando un musicista di strada. Ah, e occhio ai borseggiatori: il metro è il loro regno.