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Fes: il cuore del cibo marocchino tra vicoli e spezie

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Fes è il cuore del cibo marocchino perché qui le spezie non sono solo un ingrediente, ma il respiro stesso della città, e i vicoli della medina sono il suo sistema circolatorio. Se vi state chiedendo quando andare, per me l’ideale è la primavera o l’autunno: a fine agosto, come ora, il caldo è forte ma ancora sopportabile se si gira la mattina presto e dopo il tramonto. Da Milano, il volo diretto con Royal Air Maroc arriva all’aeroporto di Fès-Saïss in circa due ore e mezza; una volta atterrati, un taxi per il centro costa sui 150-200 dirham (circa 15-20 euro). Per muoversi dentro la medina, solo a piedi – non ci sono strade per auto, e le moto sono un’incubo – ma si può prendere un taxi collettivo per andare alla nuova città o alla stazione.

Il budget: si può stare con 30-40 euro al giorno in modalità economica (dormire in un riad semplice, mangiare street food), 50-70 euro medio (un buon riad con colazione e qualche cena al ristorante), e oltre 100 euro se si vuole lusso e tour privati. Per visitare il cuore gastronomico, servono almeno tre giorni: uno per orientarsi, uno per il souk e le bancarelle di cibo cotto, uno per il mercato delle spezie e la cucina di strada vicino a Place Seffarine. Cosa non perdere: la pastilla di piccione al Riad Fes Baraka, il couscous di sette verdure alla maison de la couscous, e assolutamente il bissara (zuppa di fave) al mattino alla bancarella di Bab Boujloud. Cosa evitare: i ristoranti con menu in inglese e foto giganti fuori – sono trappole per turisti con prezzi gonfiati e cibo anonimo. Una delusione? La cucina fusion che si trova in alcuni riad moderni: sembra interessante, ma perde tutta l’anima. Il consiglio che non leggerete mai in una guida: portatevi un piccolo contenitore per l’olio di argan alimentare che vendono nei pressi del fondouk dei conciatori; lì lo trovate più puro e a metà prezzo rispetto ai negozi del centro, e chiedete di assaggiarlo con il pane prima di comprare.

3 Commenti

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LU
luxtrip92

Onestamente, con 30-40 euro al giorno rinuncerei a troppe cose: per me contano la qualità dell'alloggio e della tavola, non il risparmio. Però capisco che ognuno abbia le proprie priorità, anche se io preferisco investire in un'esperienza più curata.

el
ele73

Il tuo concetto di qualità spesso esclude proprio l'autenticità che cerco.

Ci sono stato a fine agosto e il caldo è tosto, ma la mattina presto nei vicoli vale ogni goccia di sudore. Con 30-40 euro al giorno ho mangiato meglio che in qualsiasi ristorante turistico, ed è proprio lì che trovi l'autenticità che cerchi.