Domanda

Perù: il Cammino Inca è un'opzione per tutti?

be
benny75

No, il Cammino Inca non è un'opzione per tutti, e dirlo non è snobismo ma pura onestà logistica. Sono reduce da una pianificazione per agosto 2026 (parto tra due settimane, sto già facendo i bagagli mentali) e posso confermare che questo trekking richiede una preparazione fisica, burocratica e mentale che molti sottovalutano. Partiamo dal budget: siamo in una fascia medio-alta. Il costo del permesso per il Cammino Inca classico (quattro giorni, tre notti) è salito a circa 500-600 dollari a persona, e va prenotato con mesi di anticipo – i posti per la stagione secca di luglio-agosto 2026 li ho bloccati a marzo. Aggiungi volo intercontinentale (da Firenze passo per Madrid, circa 1.200 euro andata e ritorno in alta stagione), visto per il Perù (non serve per l'Italia, ma tieni conto dei 30 dollari di tassa di ingresso), e poi spostamenti interni: da Lima a Cusco in aereo (circa 100 euro), mentre da Cusco al km 82 (punto di partenza del sentiero) si prendono minivan collettivi o taxi (20-30 euro). Per muoversi in Perù, i bus locali sono economici ma lenti; per risparmiare tempo, meglio i voli domestici, anche se costano. Quanto tempo serve? Per un viaggio che includa solo il Cammino Inca e un minimo di acclimatamento a Cusco, metti in conto almeno dieci giorni: due-tre giorni a Cusco per abituarti all'altitudine (3.400 metri), quattro giorni di trekking, e poi almeno un giorno per visitare Machu Picchu (il sentiero termina all'Inti Punku, ma il biglietto per il sito archeologico è separato e costa circa 150 dollari). L'aspetto negativo che pochi raccontano è la fatica mentale della quota: non tanto il dislivello (il punto più alto è il Passo della Donna Morta a 4.215 metri), quanto l'insonnia e il mal di testa che colpiscono anche chi è in forma. E poi c'è la delusione del cibo: i cuochi delle agenzie fanno miracoli, ma dopo tre giorni di zuppe disidratate e riso bianco, il sogno di una vera cucina peruviana svanisce. Un consiglio specifico che non trovi sulle guide: compra un buon paio di bastoni da trekking telescopici in carbonio (non quelli in alluminio economici, che vibrano e ti affaticano le braccia) e portali a mano fino al Perù – noleggiarli sul posto è un terno al lotto, e molti turisti finiscono per usarli rotti. Inoltre, evita di fidarti delle agenzie che promettono "partenze garantite senza prenotazione": il Cammino Inca ha un numero chiuso di 500 persone al giorno (inclusi guide e portatori), e in agosto 2026 i posti per la tratta classica sono già esauriti da mesi. L'unica alternativa è il Cammino Inca Corto (due giorni, un pernottamento) o il Salkantay Trek, che è più lungo (cinque giorni) e altrettanto faticoso, ma con meno burocrazia. Per chi non è un escursionista esperto o non ha tempo, meglio un tour in treno da Cusco ad Aguas Calientes, che è comodo e accessibile, anche se costa poco meno (circa 300 dollari andata e ritorno). In sintesi: il Cammino Inca è un'esperienza straordinaria, ma non democratizzata. Vuole gambe, pazienza e un portafoglio robusto.

1 Commento

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gi
gioerena

Concordo, anche io ho sottovalutato l'altitudine e ho faticato molto.