Salvador de Bahia: anima afro-brasiliana tra cibo e musica
Salvador de Bahia è esattamente quello che promette: anima afro-brasiliana che si respira in ogni vicolo, nel ritmo del samba-reggae e nel profumo dell'acarajé. La città è un caos meraviglioso, ma bisogna arrivare preparati. Il periodo migliore è tra agosto e ottobre, quando il clima è meno afoso e le piogge sono rare. Evitare il carnevale se non si sopporta la folla, anche se è un'esperienza unica, costa tutto il triplo.
Per arrivare, il volo internazionale scalo a San Paolo o Rio, poi un interno per Salvador. Dall'aeroporto, un taxi per il centro storico costa circa 60-80 reais, ma esiste anche un autobus economico che ferma alla stazione della metropolitana. Muoversi in città è possibile con gli autobus, ma meglio usare Uber o taxi per la sera, specialmente nel Pelourinho dopo il tramonto. Il centro storico si visita a piedi, ma attenzione ai borseggiatori.
Il budget è medio: si può spendere poco se si mangia in strada e si dorme in ostello, ma per un pasto decente con un'ottima moqueca di pesce si spendono almeno 50-60 reais a testa. Un hotel medio nel quartiere di Barra costa 150-200 reais a notte in alta stagione. Per visitare la città servono almeno 4-5 giorni, uno per il centro storico, uno per le spiagge di Porto da Barra e Itapuã, uno per il Mercado Modelo e una gita a Ilha dos Frades.
Cosa non perdere: il Largo do Pelourinho di sera con la musica dal vivo, l'Iglesia do Bonfim e la tradizione dei fitas, e soprattutto il cibo di strada: acarajé, abará e vatapá. Il Mercado Modelo è turistico ma vale la pena per l'artigianato, anche se i prezzi sono gonfiati. La delusione più grande è la condizione del centro storico: sporco, trascurato, con molti mendicanti e una pressione costante dei venditori. È un aspetto che nessuna guida ufficiale racconta, ma che toglie un po' di magia.
Un consiglio che non troverete sulle guide: la sera, invece di stare solo nel Pelourinho, andate nel quartiere di Rio Vermelho, dove ci sono ristoranti locali e una movida più autentica, meno tesa e con un'ottima offerta di musica dal vivo. lì si mangia il miglior acarajé della città, da una signora che lo prepara da trent'anni, senza tavolini e senza fretta. Non portate troppi soldi contanti, ma sempre un po' di moneta per i piccoli acquisti. Le spiagge urbane non sono pulitissime, ma Porto da Barra è accettabile. In generale, Salvador è una città che va presa per quello che è: imperfetta, viva, e profondamente sincera nella sua anima.