Osaka: il cuore del cibo giapponese tra takoyaki e okonomiyaki
Osaka: il cuore del cibo giapponese tra takoyaki e okonomiyaki
La risposta è sì, Osaka merita pienamente la fama di capitale gastronomica del Giappone. Però, attenzione, non è per tutti. Io sono stato ad agosto, e tra un boccone e l’altro ho avuto sensazioni contrastanti. Parto dai PRO: la varietà e la qualità dello street food sono impressionanti. Dotonbori di sera è un tripudio di luci, odori e bancarelle: il takoyaki appena fatto, con quell’esterno croccante e l’interno filante, è una di quelle cose che ti fanno dimenticare la fila. L’okonomiyaki poi, se preso in un locale giusto, è un’esplosione di sapori, molto più complesso della semplice frittata che sembra. Secondo PRO: i prezzi. Per mangiare bene in strada si spendono 10-15 euro a testa, e anche un pasto seduto in un ristorante medio non supera i 30 euro. Il budget è medio, ma si può abbassare se si punta tutto sullo street food.
Passo ai CONTRO: il primo è la monotonia di certi piatti. Dopo due giorni di takoyaki e okonomiyaki ho iniziato a sentire il bisogno di verdure crude o proteine non impanate. La cucina di Osaka è molto a base di farina, salsa e maionese, e dopo un po’ appesantisce. Secondo CONTRO: la folla. Dotonbori è un inferno di persone, specialmente la sera. Non è facile muoversi, le code ai banchetti sono lunghe, e il caldo di agosto non aiuta. Per visitare la città, il metro è comodo e veloce: un biglietto giornaliero costa circa 8 euro. Dall’aeroporto di Kansai si arriva con il treno espresso in 50 minuti.
Il tempo minimo per visitare Osaka come capitale del cibo è di tre giorni pieni: uno per Dotonbori e Namba, uno per Shinsekai e Kuromon Market, un altro per girare senza fretta. Una delusione? Il kushikatsu di Shinsekai: me lo aspettavo più leggero, invece è una frittura pesante e spesso unta. Il consiglio che non trovi sulle guide: non fissarsi solo sullo street food. Il vero piatto da non perdere è lo yakiniku di Kobe, ma fatto in un piccolo ristorante a Umeda, non nei locali turistici. È più caro, ma la carne si scioglie in bocca.
Consigliato per chi ama il cibo di strada, i sapori decisi e non ha paura delle folle. Sconsigliato se si cerca una cucina leggera, se si soffre il caldo o se si è in viaggio con bambini piccoli che non tollerano le lunghe attese.