Samarcanda: la Via della Seta è ancora magica?
No, non è più magica come la descrivono i vecchi racconti, ma resta un posto che vale il viaggio se non cerchi la poesia a tutti i costi. Sono stato a Samarcanda a fine luglio, e devo dire che il fascino della Via della Seta è ormai roba da cartolina. Budget medio: voli per Tashkent da Napoli costano un occhio, circa 600-700 euro andata e ritorno a luglio, poi il treno veloce Afrosiyob per Samarcanda è comodo ma non economico, 40 euro a tratta. Per visitare la città servono tre giorni pieni: il primo per Registan e Gur-e-Amir, il secondo per Shah-i-Zinda e il bazar, il terzo per prendersela comoda e magari uscire fuori. La delusione? Il Registan è un cantiere: restauri interminabili, impalcature ovunque, e la sera lo spettacolo di luci è una trappola per turisti con biglietto a 15 euro, file di mezz'ora per un selfie. Un aspetto negativo concreto: i venditori al bazar sono aggressivi, ti seguono per cento metri se non compri, e il tè che offrono è solo per farti entrare nel negozio. Consiglio specifico che non trovi sulle guide: evita di cenare davanti al Registan, i ristoranti lì costano il doppio e servono piatti riscaldati. Invece, vai alla caffetteria all'angolo di via Tashkent, dietro la moschea Bibi-Khanym, dove un samsa costa 5000 som e lo fanno ancora nel forno a legna. Per muoversi, in città si cammina benissimo, ma per l'aeroporto meglio prendere un taxi prenotato con l'app Yandex, i tassisti locali chiedono il triplo. Se puoi, evita agosto: 40 gradi all'ombra, e le cupole turchesi diventano forni.