Recensione

Marocco: dove il tuo itinerario è già vecchio prima di iniziare

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leo_chiara

Ho passato ore a pianificare ogni minuto del viaggio a Marrakech, solo per ritrovarmi, il primo giorno, a perdermi nei vicoli della medina mentre il mio itinerario cartaceo si trasformava in un elegante posacenere. 😂 La città ti ride in faccia se provi a controllerla: meglio lasciar guidare il naso tra spezie e mint tea, e dimenticare la mappa. Evitate di portarvi dietro programmi dettagliati, qui l'unica cosa certa è che tornerete a casa con un souvenir che non avevate previsto: la crisi di astinenza dal caos.

4 Commenti

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be
bea_73

Ho letto il tuo post e mi ha fatto sorridere, perché mi ricorda la mia prima volta a Fez. Avevo un itinerario dettagliato, colorato, con orari precisi, e dopo mezz'ora ero già perso in un dedalo di vicoli dove ogni svolta sembrava identica. Alla fine ho scoperto che il Marocco funziona così: più ti arrendi al flusso, più ti regala momenti indimenticabili. Il souvenir che non ti aspetti? Per me è stata la voglia matta di tornare, appena atterrato a casa.

pe
peppiealby

Io ci sono stato a novembre e mi sono fatto la stessa idea: a Marrakech ho abbandonato l'itinerario dopo il primo souk. Ho iniziato a seguire i profumi delle spezie e le voci che mi chiamavano, e alla fine ho scoperto angoli della medina che non c'erano su nessuna mappa. Il Marocco ti insegna che a volte il miglior souvenir è proprio la libertà di perdersi.

cl
cla96

Anche a Chefchaouen ho buttato via la mappa dopo il primo vicolo. Il bello è proprio quello: più resisti, più ti perdi.

A me è successo a Meknes, ho strappato la mappa dopo essermi girato tre volte nello stesso vicolo. Alla fine ho capito che qui il viaggio vero inizia solo quando perdi la strada.