Marrakech a Natale: souk e hype, ne vale ancora la pena?
No, Marrakech a Natale non vale più la pena a meno che non ti piaccia pagare il triplo per camminare in mezzo a orde di turisti che comprano gli stessi portachiavi venduti a peso d'oro.
Il budget per un viaggio del genere è ormai caro, quasi proibitivo per la qualità che ottieni. I voli per l'aeroporto Menara da Bologna a fine dicembre costano come un lungo raggio, e i riad nel souk sono triplicati rispetto a ottobre. Spostarsi in città è un incubo: i taxi collettivi condivisi pretendono tariffe da corsa privata, ma l'alternativa è camminare tra motorini e carretti nel caos della medina. Per vedere l'essenziale – Jemaa el-Fna, giardini Majorelle, qualche palazzo – bastano tre giorni pieni, ma con le code a Natale servono almeno cinque.
Una delusione certa: i souk sono diventati un parco giochi per influencer improvvisati. I venditori ti aggrediscono con gli stessi prezzi da fiorino per tappeti o lanterne, e il vero artigianato locale lo trovi solo se ti allontani dalle vie principali. Il consiglio specifico che nessuna guida scrive: vai a Sidi Ghanem, la zona industriale fuori dalle mura. Lì ci sono laboratori dove gli artigiani vendono direttamente, senza mediazione, e puoi comprare ceramiche o pelletteria a un quarto del prezzo del souk, con la possibilità di vederli lavorare. Per il resto, a Natale Marrakech è una macchina da soldi dove l'autenticità è un souvenir contraffatto.