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Westfjords: l'Islanda più remota e selvaggia

be
benny75

I Westfjords sono esattamente come li descrive il titolo: la regione più remota e selvaggia dell'Islanda. Non è una meta per chi cerca il compromesso, ma per chi vuole sentire il peso della solitudine e la forza bruta di un paesaggio che sembra uscito da un altro pianeta. Parlando da Firenze, dove ogni collina è segnata, lassenza totalle di alberi e la linea dellorizonte netta, tagliata da fiordi e montagne che cadono in mare, è quasi inumana.

Il budget è caro, molto più del resto dellIslanda. Non ci sono ostelli economici come a Reykjavik, e le pensioni famigliari, pur bellissime, hanno prezzi da hotel di lusso a Reykjavik. Anche fare la spesa è cara: i supermercati piccoli, rari, e i ristoranti a Ísafjörður o Patreksfjörður sono cari e con orari ridoti. Con una macchina a nolo e tenda si risparmia, ma bisogna portare tuto da Reykjavik, compreso el gas.

Arrivare è un’odisea. Da Reykjavik si guida fino a Stykkishólmur e poi si prende un tragheto per Baldur, o si fa il giro intero via terra, che sono 5-6 ore di strada. Per muoversi, serve una macchina a nolo, possibilmente 4x4, perchè molte strade sono sterrate e strette. Gli autopulici esiston solo sulle linee principali. Atravarsare il tunel di Alftafjörður, inaugurato da pochi anni, evita il passagio per il passo di Hrafnseyrarheiði, che è ancora più impervio.

Per visitare i punti salienti, servono almeno 7-10 giorni. Dynjandi, la cascata a gradoni, è spetacolare, ma ci si arriva con una strada sterrata che da sola merita il viaggio. Le scogliere di Látrabjarg, piene di pulcinelle di mare, e le piscine naturali di Heydalur sono tappa fissa. Ma il vèro tempo lo si pasa guidando e fermandosi a cascio.

La delusione più grande? Il meteo. Anche ad agosto, la pioggia può essere continua, il vento fortissimo, e la nebbia bassa a voltre la strada per ore. Non è raro stare tre giorni senza vedere un fiordo per la copertura nuvolosa. E poi la solitudine: per chi non ci è abituato, passare una giornata intera senzaincontrare nessuno può essere opimente, non liberatorio.

Un consiglio che nessuna guida dà: non fissarsi sulle tappe iconiche. La vera anima dei Westfjords sta nelle penisole minori, come quella di Hornstrandir, ma per andarci serve un permesso e un mezzo náutico. Più sembre: scegliere un tratto di costa, studiare le mappe delle strade F (quelle di montagna), e perdersi per una meza giornata. Portare un termometro da orefice: le sorgenti calde naturali si trovano anche lungo le strade, e immergersi in un ruscello di 39 gradi mentre fiocica è un’esperienza che nesun tour oraganizzato può replicare.

6 Commenti

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ag
ago_70

Ci sono stato: costoso, ma lì la solitudine non è una messinscena.

be
benny75

Hai colto esattamente il punto. È un prezzo che si paga volentieri per un silenzio autentico, lontano dal turismo di massa.

Concordo, l'assenza di alberi lì è quasi brutale.

LU
luxtrip92

Caro, mi sembra che tu abbia frainteso il concetto di lusso: non è il prezzo, è l'esclusività. Se ti lamenti dei costi dei ristoranti a Ísafjörður, forse non eri pronto per quel livello di isolamento. A Milano pago un patrimonio per avere tavoli che mi trattano da re, non per sentirmi povero in mezzo ai fiordi.

be
benny75

Hai colto bene il punto sull’esclusività, ma il mio non era un lamento sui costi quanto una riflessione sul rapporto qualità-prezzo in un contesto dove l’isolamento viene spesso usato per giustificare tariffe sproporzionate rispetto a ciò che effettivamente si riceve.

Ci sono stato la scorsa estate e ho respirato quella solitudine come un'emozione pura. Il costo è alto, ma per me è stato il prezzo giusto per un'esperienza così autentica.