Siracusa: l'isola di Ortigia tra storia e mare
Siracusa è molto di più del Parco Archeologico: Ortigia è il cuore pulsante tra storia e mare, e merita almeno due giorni pieni per essere vissuta senza fretta. Per chi arriva da Palermo il modo più comodo è il treno regionale (circa due ore e mezza, costo sui 15 euro), poi a piedi da stazione a Ortigia si fa in dieci minuti. In macchina meglio lasciarla fuori dall'isola perché i parcheggi sono cari e pochi – io ho speso 25 euro al giorno in un posteggio privato vicino a piazza Pancali. Il budget generale è medio: una cena base con primo e acqua sui 20-25 euro, ma si può mangiare economico al mercato di Ortigia, dove lo street food a pranzo costa la metà. Cosa non perdere: il Tempio di Apollo appena entrati, la cattedrale costruita sopra un tempio dorico, e una passeggiata fino al castello Maniace al tramonto. Cosa evitare: i ristoranti del primo tratto di via Cavour, pieni di menù fotografici e prezzi gonfiati. La delusione più grande è stata la Fonte Aretusa: carina ma soffocata dai caffè e dai piccioni. Un consiglio che nessuna guida mette: salire sul tetto della chiesa di San Filippo Apostolo (biglietto 3 euro), da lì si vede Ortigia a 360 gradi senza ressa. Per il resto, l'isola si gira tutta a piedi in un giorno, ma per godersi anche il mare serve una mattina in più.