Hokkaido: lavanda e laghi, l'estate dei fiori
Hokkaido d'estate è esattamente quello che promette il titolo: lavanda e laghi, un trionfo di colori e quiete che pochi posti sanno regalare. La destinazione ideale per un agosto che non sia solo caldo e afa, ma un'esperienza di campi viola e acque specchianti.
Il budget per questo viaggio è medio, non economico perché i voli interni e i noleggi auto incidono, ma neanche proibitivo se si ha un minimo di organizzazione. Per arrivare, la via più pratica è volare su Tokyo o Osaka e poi un volo domestico per Sapporo o direttamente per Asahikawa se si punta subito al nord. Una volta lì, niente batte l'auto a noleggio per esplorare la campagna e i parchi. I treni e i bus esistono, ma la libertà di fermarsi dove capita è un altro valore aggiunto e non lo baratterei con niente.
Per visitare la zona di Furano e Biei, con i campi di lavanda e i laghi come Shikaribetsu e Toya, servono almeno quattro o cinque giorni. Se si vuole abbracciare tutta l'isola, dal Parco Nazionale di Shiretoko a sud fino a Hakodate, dieci giorni sono il minimo sindacale. Qualcosa di negativo? L'affollamento. A luglio e agosto i turisti giapponesi e stranieri sono tanti, e i campi più famosi sembrano un lunapark di folla e selfie. Perde un po' di magia, ammetto.
Un consiglio specifico che non si trova sulle guide turistiche: non limitarsi ai campi di lavanda più reclamizzati come Farm Tomita. Andare verso la zona di Kami-Furano, lungo la strada che sale verso il Lago Kanayama. Lì ci sono piccoli appezzamenti privati, senza cartelli, senza biglietti, dove si può passeggiare in mezzo ai fiori in totale solitudine. Un piccolo segreto che ripaga la ricerca.