Irlanda del Nord: oltre le colonne di basalto c'è di più
Sì, c'è molto di più, ma bisogna sapere dove guardare perché le guide mainstream continuano a proporre lo stesso identico itinerario. Le colonne di basalto della Giant's Causeway sono diventate una specie di marchio, un obbligo da spuntare sulla lista, e nel frattempo una regione intera viene ridotta a una cartolina. Ci sono stato a luglio, con un budget medio, e ho scoperto che la vera Irlanda del Nord si tiene lontana dai pullman turistici.
Per arrivare ho preso un volo low-cost da Pisa per Belfast, con prenotazione anticipata. Una volta lì, l'unico modo decente per muoversi è l'auto a noleggio, perché i bus locali collegano le città ma non ti portano nei punti che valgono davvero. Il noleggio costa, ma se si divide in due o in tre non è follia. In totale, per sette giorni tra carburante, alloggi economici e cibo, ho speso meno di quello che avrei speso per una settimana al mare in Versilia. E ho mangiato molto meglio, a dire il vero.
Il tempo necessario? Almeno cinque giorni. Uno per Belfast, che merita ma non ti cambia la vita. Due per la costa settentrionale, ma senza passare ore a fotografare i basalti: la baia di Murlough e le scogliere di Fair Head sono dieci volte più impressionanti e ci trovi la metà della gente. Un giorno per Derry, che viene liquidata come "la città dei murales" e invece ha un'energia che non ti aspetti, soprattutto la sera lungo le mura. E un giorno per la penisola di Ards, a sud di Belfast, che nessuno menziona mai. Capanni da pesca colorati, spiagge deserte, foche che ti guardano. Roba che sulle guide non c'è.
Il lato negativo? Il traffico intorno a Belfast nelle ore di punta è una trappola. E la Giant's Causeway, sinceramente, mi ha deluso. Non per le pietre, che sono strane e suggestive, ma per la gestione commerciale. Parcheggio carissimo, piattaforma panoramica con vetro sporco, negozio di souvenir enorme. Sembra Disneyland, che è esattamente ciò che la narrativa ufficiale vuole venderti. Se uno vuole il "vero" spettacolo geologico, deve andarci all'alba, quando i bus non sono ancora arrivati, e pazienza per la pioggia.
Il consiglio che non trovi da nessuna parte: dormire a Bushmills invece che a Portrush. Costa meno, ha un paio di pub dove si beve una pinta accanto alla gente del posto, e a piedi si arriva alla distilleria senza fare la fila. Ma soprattutto, la sera, quando i turisti se ne vanno, il villaggio torna a essere un posto vero. Quello è il momento in cui l'Irlanda del Nord smette di fare la scenografia.