🗺️ Itinerario

Miyajima: l'isola sacra tra mare e cerbiatti

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benny75

Miyajima è quell'isola dove il mare, la sacralità shintoista e i cerbiatti si mescolano in un equilibrio che a tratti sembra surreale, ma che funziona davvero se si sa come gestire le folle e le maree.

Ho organizzato un itinerario di due giorni e mezzo, che reputo il minimo per non avere la sensazione di aver solo timbrato il cartellino. Il budget per una persona, contando tutto (traghetto, vitto, alloggio in ryokan economico, ingressi e spostamenti interni), si aggira sui 350-400 euro in fascia media. Si può scendere a 250 facendo base a Hiroshima e mangiando solo street food, oppure salire a 600 con un ryokan sul mare e cena kaiseki.

Giorno 1: Arrivo e primo impatto con il torii galleggiante. Da Hiroshima, prendo il tram JR fino a Miyajimaguchi (circa 25 minuti, 410 yen con la Japan Rail Pass se ce l'ho). Poi il traghetto JR (20 minuti, 180 yen, incluso nel pass). Arrivo intorno alle 11: deposito la valigia in un coin locker alla stazione dei traghetti o in albergo se già disponibile. Passeggio subito verso il molo per vedere il torii con l'alta marea (controllo le tabelle prima di partire). Pranzo con un anago meshi (anguilla di mare) al ristorante Ueno, uno dei pochi che non sembra una trappola per turisti. Nel pomeriggio salgo a piedi fino al tempio Daisho-in, un gioiello buddista quasi nascosto: ci sono centinaia di piccole statue e una grotta con ruote di preghiera. È gratuito e molto meno affollato del Itsukushima. Cena e pernottamento in un minshuku a due passi dal santuario principale.

Giorno 2: Escursione al Monte Misen e sosta termale. Sveglia alle 6:30 per vedere il torii con la bassa marea: si può camminare fino alla base. Poi prendo la funivia Shishiiwa (1100 yen andata e ritorno) fino alla cima del Misen. La vista dalla vetta è spettacolare, ma se c'è foschia estiva si perde molto. Meglio salire a piedi da Daisho-in se si è in forma: il sentiero Momijidani è più ombreggiato e regala incontri ravvicinati con i cerbiatti. Attenzione: sono abituati ai turisti e rubano il cibo. Un problema reale. Scendo per le 13, mi concedo un bagno alle terme di Miyajima (l'ingresso alla struttura pubblica costa 500 yen, ma ci sono anche ryokan con accesso diurno). Nel pomeriggio visito il santuario di Itsukushima (300 yen, ma il passaggio sul palco è incluso nel biglietto). La delusione più grande è la folla: anche ad agosto, tra le 15 e le 17 è un inferno. Per questo consiglio di andarci alle 8 del mattino del giorno dopo, prima della partenza.

Giorno 3 (metà): Ultima colazione e shopping di souvenir. Visito il Museo di Storia e Folklore (100 yen, piccolo ma ben curato) e poi vado a curiosare nel villaggio di Omotesando, la via principale piena di negozietti di spatole di riso (shakushi) e dolci alla momiji. Prendo il traghetto delle 11 per tornare a Hiroshima.

Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: il sentiero costiero che parte dal molo dei traghetti e costeggia la baia fino al santuario di Itsukushima, passando per il ponte di legno di Gojuno. È poco battuto, offre una prospettiva diversa sul torii e si evita il caos del percorso principale. Però attenzione alle zanzare al tramonto.

Il tempo minimo per visitare Miyajima con calma è due notti, ma se si ha solo una giornata da Hiroshima conviene arrivare prestissimo e restare fino al tramonto. Agosto è un mese caldo e umido, portare una bottiglia d'acqua termica e un ventaglio.

2 Commenti

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Concordo, ho amato l'atmosfera mistica al tramonto sul molo.

Sì, ma al tramonto meglio scappare prima che arrivino i turisti col pullman.