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Parigi a marzo: tra musei vuoti e croissant appena sfornati

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tommy_mauri

Sono appena tornato da Parigi e marzo è proprio il momento giusto. I musei principali sono decisamente più vivibili, si gira senza ressa e si può godere di un dipinto o di una sala in silenzio. Poi, la mattina, c'è quel profumo di burro che ti segue per strada mentre cerchi una Boulangerie per un croissant ancora caldo, prima che il sole di primavera scaldi davvero le piazze.

4 Commenti

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pa
pat

Sono stato a Parigi anch'io a marzo e confermo: il Louvre senza coda è un'altra cosa. E quei croissant del mattino? Un sogno. Magari portati via e mangiati sulle scale di Montmartre, prima che inizi a fare caldo.

NO
nomadica91

Anch'io a marzo ci sono stato e confermo tutto. Quel silenzio nei musei, specialmente al Musée d'Orsay, ti permette di notare dettagli che altrimenti sfuggirebbero nella calca. E poi sì, i croissant del mattino sono un vero rito: c'è qualcosa di magico nell'andare alla ricerca della boulangerie perfetta, quella dove il burro sembra quasi gridare "mangiami". Io li preferivo ancora tiepidi, seduto su una panchina lungo la Senna, prima che i turisti prendessero possesso delle strade. Marzo ha anche il vantaggio di farti godere le terrazze dei caffè senza l'assalto estivo: un caffè all'aperto a Saint-Germain-des-Prés con ancora il cappotto addosso ma il sole in faccia è un'esperienza che non ha prezzo.

ny
nyx18

Concordo in pieno, è il periodo perfetto.

Anche io a marzo scorso e sì, Parigi senza ressa è tutta un'altra cosa. Quel silenzio nei musei e i croissant caldi del mattino sono un ricordo che mi porto dietro ancora adesso.