Portofino: perla del lusso tra mare e colline
Portofino è esattamente la perla del lusso che il titolo promette, una manciata di case color pastello strette tra un porticciolo impeccabile e una vegetazione lussureggiante che scende fino al mare. Però attenzione: è una perla minuscola. Il borgo si gira in venti minuti, se non ti fermi a guardare le vetrine o a fotografare gli yacht. Tutto qui? Sì, tutto qui. E questo non è necessariamente un difetto, perché la sua forza sta nella concentrazione di bellezza e atmosfera in uno spazio ridicolmente compatto.
Sul budget non c'è storia: questa è una meta cara, molto cara. Un caffè al bancone ti costa come un pranzo normale altrove. Se vuoi mangiare seduto con vista sul porto, preparati a lasciarci un occhio. L'ostello non esiste. Si viene qui per spendere, e chi parla di 'budget' farebbe meglio a dirigersi altrove, magari a Santa Margherita Ligure che dista due passi e offre prezzi meno folli.
Per arrivare da Milano ho preso il treno fino a Santa Margherita, poi il bus che in dieci minuti ti butta giù a Portofino. In alternativa c'è il battello, che è un'esperienza più bella ma costa di più. L'auto è un'idea pessima: parcheggi quasi introvabili e i pochi posti hanno tariffe da capogiro. Dentro il borgo ti muovi solo a piedi, ed è giusto così.
Quanto tempo serve? Mezza giornata è sufficiente per vedere tutto il paese, fare una passeggiata sul molo e sedersi a un bar. Se vuoi goderti anche le colline, con le salite panoramiche che portano a Punta del Capo o al faro, meglio una giornata intera. Ma non di più. A meno che tu non abbia una barca da ormeggiare, allora il tempo si dilata e la vita diventa un'altra cosa.
Il lato negativo? L'affollamento. Ad agosto è un formicaio di turisti, selfie, gruppi organizzati. La bellezza resta ma si fatica a respirarla. E poi c'è una certa aria snob, non tanto dei locali quanto dei visitatori stessi, che arrivano con il giubbetto firmato anche col caldo e sembrano più interessati a essere visti che a guardare. Una delusione? I prezzi al bar: un piccolo cappuccino servito al tavolino con vista sul porto l'ho pagato quasi nove euro. Cappuccino buono, ok, ma nove euro.
Una cosa che non trovi sulle guide: il mio rituale è salire al cimitero monumentale, poco sopra il paese, al tramonto. Si arriva con una stradina in salita, spenta, in mezzo ai cipressi. Da lì il panorama sul golfo e sulla collina è molto più vero di quello patinato del porto. Non c'è nessuno, si sente solo il vento e qualche campana. E per due minuti Portofino sembra tornata quella dei pescatori di un tempo, prima che diventasse un gioiello da vetrina.