Fès: il labirinto delle spezie tra artigiani e tè alla menta
Fès è esattamente il labirinto di spezie, artigiani e tè alla menta che ci si aspetta, ma con qualche sorpresa che può disorientare. La medina è un dedalo di vicoli stretti dove ogni angolo profuma di cumino, zafferano e menta fresca, e gli artigiani battono il rame nelle botteghe come se il tempo non passasse. Però il budget per viverla senza stress è medio: si spende poco per cibo e alloggio, ma le guide improvvisate e i tè truffa nei caffè turistici possono far lievitare il conto. Io sono partito da Milano ad agosto, con volo diretto per Fès-Saïss in circa due ore e mezza, poi un taxi condiviso per la città vecchia. Muoversi lì dentro è solo a piedi, e bisogna accettare di perdersi perché le mappe non funzionano. Per vedere il meglio, dall'ingresso della medina fino alle concerie e alle madrase, servono almeno tre giorni pieni, anche se molti dicono due. Il lato negativo è la pressione costante dei venditori: non puoi fermarti un secondo a guardare una ciotola senza che qualcuno ti offra tè e poi provi a venderti un tappeto a prezzi folli, e questo stanca. Un consiglio che non trovi sulle guide è di evitare le piazze principali all'ora del tramonto se non vuoi finire in un ristorante con menù gonfiato, meglio cercare una terrazza nascosta vicino a Bab Bou Jeloud, chiedendo a un artigiano del posto. Il tè alla menta è buono dappertutto, ma la versione autentica si beve solo nelle case private, non nei locali per turisti.