Gran Paradiso: trekking d'autunno tra ghiacciai e silenzi
Gran Paradiso in autunno? Per me è il momento migliore, ma solo se si accetta che i ghiacciai si vedono da lontano e i silenzi sono rotti solo dal vento. Da Napoli ho preso un volo per Torino, costo sui 70 euro a tratta se si prenota con un mese e mezzo di anticipo. Dall'aeroporto di Caselle ho noleggiato un'auto, spesa media 35 euro al giorno, benzina a parte. Per il parco conviene puntare su Cogne o Valsavarenche, l'unica strada che li collega è stretta ma ben asfaltata. Il budget complessivo lo considero medio: 50-70 euro a notte in rifugio o B&B, più viveri e ingressi (il parco è gratuito, ma i parcheggi a pagamento costano 5-10 euro al giorno). Servono almeno quattro giorni pieni per fare i sentieri principali, tipo l'anello del Nivolet o la salita al Colle del Lauson, altrimenti si rischia di vedere solo la strada. Cosa non perdere: il giro dei laghi di Lillet, con il ghiacciaio della Tribolazione sullo sfondo, anche se a fine ottobre i rifugi chiudono e bisogna portarsi tutto lo stretto necessario. Cosa evitare: fidarsi del meteo che cambia in dieci minuti, e soprattutto evitare di andare senza mappe cartacee perché il segnale telefonico non esiste nei valloni interni. Un consiglio che non si trova sulle guide? Portarsi un paio di ciabatte da fiume: il Torrente Savara si attraversa su passerelle di fortuna e dopo le piogge autunnali l'acqua sale, le scarpe da trekking si inzuppano. Aspetto negativo: la stagione è corta, da metà settembre a metà ottobre, e dopo le prime nevicate i sentieri alti diventano pericolosi senza ramponi. Delusione annunciata: al Rifugio Vittorio Sella ho trovato tutto prenotato per tre settimane, meglio telefonare un mese prima.