Marrakech: il vero street food marocchino o trappola per turisti?
Marrakech: il vero street food marocchino o trappola per turisti?
Dipende da dove mangi: il vero street food esiste, ma bisogna saperlo riconoscere e allontanarsi dalle piazze più famose. La Jemaa el-Fna è un circo di bancarelle che la sera diventano un carnevale di luci e odori. I tajine precotti e le zuppe di lumache servite con sorrisi forzati sono spesso preparati con ingredienti mediocri e prezzi gonfiati. Il vero cibo di strada marocchino lo trovi nei vicoli meno battuti, nei quartieri dove i locali fanno la fila per un panino di kefta o una porzione di bissara. Per budget, si va da economico a medio: con 3-5 euro si mangia bene in un posto autentico, mentre in piazza si spendono anche 10 euro per un piatto scadente. Come spostarsi, il miglior modo è a piedi per la medina, ma per i quartieri più lontani serve un taxi collettivo o il petit taxi (mai prendere quelli con il tassametro disattivato, meglio concordare il prezzo prima). Per visitare Marrakech bastano tre giorni pieni: uno per la medina e i suk, uno per i giardini della Menara e il palazzo Bahia, e uno per il nuovo quartiere di Guéliz e lo street food di rue Ibn Sina. Un aspetto negativo è la pressione costante dei venditori ambulanti e dei ristoratori che ti chiamano, ti seguono, ti toccano il braccio. Non è solo fastidioso, ma rende difficile rilassarsi mentre si mangia. Un consiglio specifico che non trovi sulle guide: cerca le bancarelle che vendono msemen e harcha la mattina presto, vicino ai souk del pesce, dove i fornai locali cucinano per i lavoratori. Li si mangia la vera pastella di semola con burro chiarificato e miele, a un prezzo ridicolo, e nessuno ti infastidisce.