Fes: tra vicoli e artigiani, cosa resta della tradizione?
Poco, onestamente, ma quel poco è ancora autentico se si sa dove guardare.
Fes è una città che vive di contraddizioni. La Medina è un labirinto di vicoli dove il caos dei motorini si mischia all'odore di spezie e cuoio. I laboratori artigiani ci sono ancora, ma molti sono diventati vetrine per turisti frettolosi. Un vero artigiano lo trovi nelle stradine secondarie, non su quelle principali. Il budget per una settimana può essere medio: volo da Bologna con Ryanair sui 60-80 euro a tratta se prenoti con due mesi di anticipo. Per muoverti, dall'aeroporto prendi un taxi collettivo per la Medina (circa 20 dirham a persona, contratta prima). Dentro la Medina sei a piedi, ma per le concerie e i quartieri nuovi meglio un taxi che costa poco.
Per visitare il necessario bastano due giorni. Il terzo serve per respirare senza fretta. La delusione più grande è la pressione dei "falsi guide": ragazzi che ti offrono aiuto per portarti nei negozi dei cugini a prezzi gonfiati. Diventa stancante dopo un po'. Il consiglio che non trovi sulle guide: entra nelle concerie (quella di Chouara è la più famosa) alle 6 del mattino, quando iniziano a tingere. Non c'è folla, vedi il lavoro vero e i colori sono incredibili. Portati mentine fresche o un limone per l'odore forte. Per mangiare, scappa dai ristoranti con il menu plastificato e cerca i piccoli locali senza insegna dove i locali mangiano: un tajine con pane costa meno di 3 euro ed è buono. La tradizione artigianale resiste solo dove i turisti non vanno. Bisogna perdersi volontariamente.