Domanda

Ubud: templi e yoga, l'anima di Bali è ancora viva?

PI
pianeta_piatta

No, non credo che l'anima di Bali sia ancora viva a Ubud, almeno non nel modo in cui viene raccontata nei blog patinati e nei post virali. Ci sono stata a luglio, in piena estate, e quello che ho trovato è un villaggio che ha sacrificato la sua essenza sull'altare del turismo di massa. I templi sono belli, certo, ma tra le code per fare la foto giusta e i venditori che ti inseguono con gli stessi sarong a dieci euro, la sacralità è diventata un fondale da Instagram. Lo yoga? Ci ho provato, ho prenotato una lezione in uno dei posti più quotati: venti persone in una sala, il maestro che recitava frasi fatte in inglese, e la sensazione di essere in una fabbrica di benessere più che in un ritiro spirituale. Il budget è medio-alto per gli standard indonesiani: una stanza decente fuori dal centro costa almeno 40-50 euro a notte, e se vuoi mangiare in un ristorante che non sia un warung basic, parti da 10-15 euro a pasto. Arrivare da Bari è un viaggio della speranza: volo per Denpasar con almeno uno scalo a Istanbul o Doha, poi un'ora e mezza di taxi o shuttle (circa 25-30 euro) fino a Ubud. Muoversi è un incubo se non hai uno scooter: il centro è congestionato, i marciapiedi inesistenti, e per andare da un tempio all'altro perdi un sacco di tempo. Il periodo migliore? L'estate è piena di turisti, ma anche la stagione secca non cambia molto. Per visitare decentemente Ubud e dintorni, bastano tre giorni: uno per il centro e i templi principali come il Monkey Forest e Tirta Empul, uno per le risaie di Tegallalang e uno per spostarsi altrove. La delusione più grossa è stata il Monkey Forest: scimmie stressate che ti saltano addosso se hai una bottiglia d'acqua, turisti che le inseguono per selfie, e un biglietto d'ingresso lievitato a 80.000 rupie (circa 5 euro) che non vale la calca. Il consiglio che non trovi sulle guide: salta il più famoso Tegalalang, troppo affollato, e vai invece alle risaie di Jatiluwih, patrimonio Unesco, con un sentiero più autentico e quasi deserto se ci vai alle sei del mattino. L'anima di Bali? Forse è ancora viva, ma a Ubud l'hanno seppellita sotto un mucchio di cuscini di lino e matcha latte.

4 Commenti

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Sei andata in alta stagione e ti lamenti della folla: un po' ipocrita.

PI
pianeta_piatta

Mappa_al_contrario24, non c'entra la stagione: il problema è che le guide ufficiali costruiscono una versione patinata del posto per attirare le masse, e io sono andata per verificare quanto fosse falsa quella narrazione. La folla è solo il sintomo di un ingegnere di marketing, non la prova che quel luogo valga davvero.

ag
ago_70

Non è la folla il problema, è che hanno svuotato l'anima del posto.

Concordo. Ci sono stato a luglio e in un tempio ho visto più smartphone che offerte. Lo yoga era un esercizio di fitness, non una pratica.