Yakushima: l'isola delle antiche foreste di cedri e muschio
Yakushima è esattamente questo: un’isola dove le foreste di cedri millenari e il muschio creano un’atmosfera fuori dal tempo, quasi sacra. Ci sono stato la scorsa settimana, a metà agosto, e ho ancora gli occhi pieni di quelle chiome verdi e dei tronchi ricoperti da uno strato spesso e soffice di muschio.
Il budget per un viaggio del genere si aggira sul medio-alto, soprattutto se si viene dal continente. Io ho speso circa mille euro in totale per quattro giorni, volo da Tokyo a Kagoshima incluso, più l’aliscafo per l’isola (circa due ore e mezza, una trentina di euro a tratta). Sull’isola i prezzi sono più alti, il cibo nei pochi ristoranti non è a buon mercato e l’alloggio, specialmente in alta stagione, va prenotato con mesi di anticipo. Noleggiare un’auto è quasi indispensabile per muoversi con libertà: costa circa 80-100 euro al giorno. In alternativa, ci sono autobus che collegano i paesini principali, ma le corse sono rare e non coprono le ore serali. Io ho scelto l’auto e ho fatto bene.
Per visitare con un minimo di calma servono almeno tre giorni pieni, ma una settimana sarebbe l’ideale per fare tutti i sentieri senza fretta. L’escursione al Jomon Sugi, il cedro più famoso e antico, richiede un giorno intero: si parte prestissimo, si cammina per circa dieci ore tra andata e ritorno, e il dislivello non è banale. Non è una passeggiata, ma la fatica viene ripagata.
Ora arriva la parte meno bella. Yakushima è piovosa tutto l’anno, ma a agosto il clima è caldo e umidissimo. Le zanzare e le sanguisughe sono ovunque, letteralmente. Le sanguisughe si infilano nelle scarpe e tra le calze, e non le senti finché non vedi il sangue. È fastidioso. Inoltre, in alta stagione i sentieri sono affollati: sulla strada per Jomon Sugi si forma una fila di persone, e la sensazione di isolamento che ci si aspetta viene meno. Un’altra delusione: spesso la cima è coperta di nuvole e non si vede nulla. A me è successo, ma il viaggio è valso comunque la pena per la foresta stessa.
Un consiglio che non troverete sulle guide: portatevi delle calze anti-sanguisuga specifiche, quelle in tessuto spesso che si infilano sopra i pantaloni. Le vendono nei negozi di articoli da montagna a Kagoshima o online, ma non nei piccoli negozi sull’isola. Inoltre, per una giornata meno battuta, invece di fare la coda per Jomon Sugi, provate il sentiero di Shiratani Unsuikyo: è meno famoso ma altrettanto spettacolare, con cascate e un’atmosfera da fiaba. Portate una giacca impermeabile e scarpe da trekking con suola scolpita, perché il terreno è sempre scivoloso. Non dimenticate l’acqua, ma filtratela dai torrenti solo se avete un filtro portatile. Io ho bevuto da una sorgente segnalata senza problemi, ma meglio essere prudenti.
In sintesi, Yakushima è un posto unico al mondo, ma richiede preparazione e un budget adeguato. Se non amate l’umidità, la fatica e gli insetti, forse meglio scegliere un’altra meta. Se invece cercate la bellezza primordiale delle foreste, allora preparatevi a camminare e a lasciarvi incantare.