Hiroshima: pace e rinascita, un viaggio necessario?
Sì, è un viaggio necessario, ma non per il motivo che si immagina: non per un obbligo morale, ma per capire come si possa ricostruire la vita dopo l'indicibile. Sono partito da Bologna ad agosto, volo con scalo a Tokyo e poi shinkansen diretto: il biglietto aereo, se prenotato con un paio di mesi di anticipo, sta sui 700-800 euro andata e ritorno, e il treno veloce da Tokyo a Hiroshima costa circa 190 euro l'uno. Il budget complessivo è medio – per quattro notti in un ryokan economico in centro, pasti semplici e ingressi, ho speso sui 300 euro in loco. Per muoversi dentro città bastano il tram sulla linea principale e una bicicletta a noleggio: le distanze sono corte e le piste ciclabili ben tenute. Tre giorni pieni sono sufficienti per vedere il Parco della Pace, il Museo, il Castello e il Giardino Shukkeien, ma un giorno in più permette di fare un salto a Miyajima.
L'aspetto che forse delude è la mole di turisti: il Museo della Pace è affollato già alle nove del mattino, e la coda per entrare può superare i quaranta minuti. L'esposizione è toccante, certo, ma il flusso continuo di visitatori rende difficile assorbire l'emozione in silenzio. Un consiglio che non trovi sulle guide: lascia perdere le ore centrali per il Parco della Pace e vai invece al Giardino Shukkeien al mattino presto, quando ancora non ci sono gruppi. Quel giardino, con i suoi sentieri e la casa da tè, offre un silenzio che altrove in città è impossibile trovare. Poi, cammina fino al ponte Aioi senza fretta, e fermati a guardare il fiume: lì, in quel momento, capisci cosa significa rinascita.