Madagascar: baobab, lemuri e l'isola che sorprende?
Sì, il Madagascar sorprende, e anche parecchio, ma forse non per le cartoline patinate che circolano in rete. Il budget per un viaggio di tre settimane si aggira sui 2500-3000 euro a persona, escluso il volo intercontinentale, e bisogna mettere in conto una fascia medio-alta per i trasporti interni e i parchi. Si arriva ad Antananarivo con scali a Nairobi o Parigi; da lì i voli interni sono l’unica opzione sensata per coprire distanze enormi senza perdere settimane in auto. Muoversi via terra significa ore su piste dissestate in taxi-brousse o fuoristrada privato, che costa ma è più affidabile delle corriere locali. Per un primo assaggio servono almeno due settimane, meglio tre, se si vuole vedere l’anello occidentale: la Tsingy de Bemaraha, l’Avenue of the Baobab e il parco dell’Isalo. La delusione più grossa è la logistica: ogni spostamento diventa un’impresa, le distanze sono triplicate dalle condizioni delle strade, e non è raro che un trasferimento previsto in sei ore ne richieda dieci. Un consiglio specifico che non troverete nelle guide è di portare contanti in euro di piccolo taglio, non dollari, e cambiarli solo ad Antananarivo o nelle città principali. Nei villaggi non si trova un bancomat e nessuno accetta carte, ma gli albergatori locali sono disposti a cambiare valuta a tassi migliori delle banche ufficiali, se si ha pazienza.