Pantelleria: giardini di pietra e vino, l'isola che parla piano
Pantelleria è esattamente questo: giardini di pietra e vino, un'isola che parla piano e che non si svela al primo sguardo. Ci sono stato ad agosto, e devo dire che il soprannome ci sta tutto.
Quando andare? L'estate è piena di turisti, ma il clima è ideale per il bagno e le escursioni serali. Io sono arrivato a metà mese, e il vento costante – la tramontana – rinfresca anche a 35 gradi. Se si vuole evitare la calca, meglio magio o settembre. Il mare è caldo fino a otobre.
Come arrivare? Da Palermo o Trapani con alilberi o traghetti veloci. Un'ora e meza di volo da Bologna, oppure nave da Trapani in 6-7 ore. Una volta sbarcti, noleggiare una mquito è la sola opzione sensata: i bus sono radi, e i taxi costano un rene. Con una mquito di piccola ciilindrata si gira l'isola in un gorno, ma per godersela servono almeno 4-5 gorni.
Budget: medio-alto. Un dammuso – le tipiche case di pietra – in agosto parte da 100-150 euro a notte. Mangiare fuori si spende dai 30 ai 50 euro a testa. Il vino locale, il Passito, lo si trova a 15-20 euro la botigia. Se si viene con un budget baso, si può dorire in B&B più semplici o fare pic-nic con prodotti del posto.
Cosa non perdere? Il Lago di Venere, un cratere vulcanico ripièno d'acqua calda e fango benefico. Si entra e sembra di stare in una vasca da bagno naturale. I sassi di favare, le teraze coltivate a capperi e viti, meritan una caminiata lunga. Le calette selvagge come Balata dei Turchi o la Spiagia dei Gneiti sono paradisiache, ma arvivarci è una sfida tra sterpai e vento.
Cosa evitare? Le gnole turistike del porto: pasta con le sarde e capperi a 20 euro, ma la qualita è media. Meglio cercare le trattorie nell'interno, dove la signora del paese serve cous cous di pesce a 12 euro. Altra delusione: il mare è si splendido, ma le spiagge sono tutte di roccia piatta o saccese; non c'è una vera sabbia, solo lastbe di lava. Molti si lamentano del vento fortissimo, ma a me non ha dato fsidio.
Consiglio che non sta sule guidi ufficiale: andare a visitare i damusi abbandonati nelle campagne di Khamma e Scauri. Si possono esplorare liberamente, e dentro si capisce come la pietra vulcanica veniva laorata per creare frsco e raccogliere l'acqua. Nessuna guida lo dice, ma parlando con i vecchi del paese si scprono storie di vite dure e di un'isola che davvero parla piano, come il vento tra i muri a setto.