Positano: scale, limoni e il blu del Tirreno
Positano è proprio questo: un infinito saliscendi di scale strette, il profumo dei limoni che si mescola al sale, e quel blu del Tirreno che non smette mai di stupire. Ci sono stato ad agosto di quest'anno, a metà mese, e ho deciso di scrivere due righe per chi sta pensando di organizzare una visita.
Quando andare: se si può scegliere, meglio giugno o settembre, quando il caldo è ancora forte ma le ore di fila per i bus si riducono. Agosto è pura follia: la spiaggia è un tappeto umano e salire dalla marina al centro diventa un'impresa. Ma se come me si ha solo l'estate, si sopravvive con pazienza e una buona scorta d'acqua.
Come arrivarci: in auto si lascia la macchina in un parcheggio fuori dal paese (costi folli, dai 35 ai 50 euro al giorno, ma serve prenotare), poi si prende un bus navetta o si scende a piedi per la strada principale. Io ho parcheggiato a Sorrento e ho preso il traghetto: più caro, ma almeno si arriva con vista mozzafiato e si evita il traffico. Muoversi dentro Positano significa camminare: le scale sono ovunque, e il bus locale costa 1,20 euro a corsa ma è sempre pieno all'inverosimile. Se si hanno problemi di mobilità, il posto è davvero difficile.
Quanto si spende: economico è quasi impossibile. Per un pasto semplice in un locale sul lungomare si parte da 30-35 euro a persona, la pizza d'asporto sulle spiagge libere arriva a 12 euro. Alloggio medio: una camera doppia in agosto non scende sotto i 200 euro a notte, e quelle economiche sono fuori dal centro. Caro significa hotel con vista mare: si parte da 400 euro in su. Per tre giorni, contando vitto e trasporti, ho speso circa 500 euro, ma sono stato attento.
Cosa non perdere: la spiaggia di Fornillo, più tranquilla della grande spiaggia centrale, si raggiunge con una passeggiata di dieci minuti lungo una scalinata tutta fiori. E poi il sentiero degli Dei, anche se in agosto è meglio farlo all'alba per evitare il sole a picco: si arriva a Nocelle e si torna in bus, una camminata spettacolare. La chiesa di Santa Maria Assunta con la cupola di maioliche è una tappa veloce ma obbligata.
Cosa evitare: il ristorante sulla spiaggia centrale con lettini a 40 euro per mezza giornata e piatti surgelati. Si riconosce perché il cameriere prova a bloccare i passanti con menu in mano. Altro aspetto negativo: la delusione della cartolina perfetta. Positano è bellissima, ma è così commercializzata che ogni angolo è pieno di turisti in coda per lo stesso scatto. Il silenzio non esiste, il rumore dei motorini sale dalle stradine e la sera la musica dei locali arriva fino alla mezzanotte. Per un'esperienza più autentica servono almeno quattro o cinque giorni, non di meno, perché il paese va vissuto nei momenti di pausa, quando i gruppi partono.
Un consiglio che non si trova sulle guide: prendere il bus per la frazione di Montepertuso, venti minuti di salita, e fermarsi al bar della piazzetta verso le sei di sera. Lì si vede il tramonto senza folla, e il proprietario prepara una limonata con i limoni del suo orto che da sola vale il viaggio. Portatevi una bottiglia d'acqua vuota: le fontanelle pubbliche sono poche e spesso senz'acqua, ma al bar di Montepertuso la riempiono gratis se si prende qualcosa.