Lecce: barocco e autunno, il salento che si scopre
Lecce in autunno è un'altra cosa rispetto all'estate soffocante, e il barocco si gusta con calma quando la luce è obliqua e meno accecante. Ho iniziato a pianificare un viaggio per fine settembre, dopo aver sentito un sacco di gente che esalta la città solo per il periodo estivo. Secondo me esagerano: il Salento d'agosto è invivibile, file ovunque e prezzi sparati.
Budget: medio, ma si può stare tranquilli con 60-70 euro al giorno a testa per vitto e alloggio, se si evita il centro storico iper-turistico. Per arrivare ho visto che il volo per Brindisi costa meno di quello per Bari, poi da lì un treno regionale fino a Lecce in circa mezz'ora. In città ci si muove benissimo a piedi, il centro è compatto. Per esplorare le campagne e i paesini tipo Otranto serve l'auto a noleggio, altrimenti si resta bloccati.
Per visitare Lecce basterebbero due giorni pieni: un giorno per il centro e le chiese principali, un altro per i dintorni o per perderci nei vicoli. Se si vuole fare anche il resto del Salento, minimo una settimana. Ma attenzione: la città è bella, ma la fama del barocco leccese è un po' gonfiata. Dopo la terza chiesa con lo stesso rosone e gli stessi putti, l'effetto wow cala. La delusione più grossa per me è stato il castello Carlo V: restaurato male, sembra un contenitore per eventi più che un monumento storico.
Un consiglio che non si trova sulle guide: entrare nella chiesa di Santa Chiara, quella delle clarisse, che ha un piccolo chiostro nascosto e un museo d'arte sacra poco frequentato, con una collezione di presepi antichi che spiega la tradizione locale meglio di qualsiasi cartello. Si paga pochissimo e si sta in silenzio, cosa rara a Lecce. Altro aspetto negativo: la movida serale trasforma piazza Sant'Oronzo in una discoteca a cielo aperto, meglio evitarle per cena e cercare un vicolo laterale. Per il resto, l'autunno è il mese giusto: meno turisti, temperature sui 25 gradi, e i mercatini di prodotti locali iniziano a spuntare.