Oaxaca: mole e mercati del Messico
Oaxaca è esattamente il posto dove il mole e i mercati diventano il centro del viaggio, ma serve pianificare bene per evitare delusioni. Ci sono stato a giugno di quest'anno e ho trovato una città viva, colorata, ma con qualche ombra.
Quando andare: il periodo migliore è da ottobre a maggio, quando il clima è secco e le temperature sopportabili. A giugno, che è già inizio della stagione delle piogge, ho beccato acquazzoni violenti ogni pomeriggio, ma la mattina era sempre sereno e i mercati erano molto meno affollati. Agosto è simile, quindi con un ombrello ci si può organizzare.
Come arrivarci: da Milano l'unica opzione sensata è volare fino a Città del Messico e poi prendere un volo interno per Oaxaca. I collegamenti diretti non esistono. In aeroporto a Oaxaca ci sono i taxi collettivi, ma costano più di un Uber o Didi locale. Una volta in città, il centro storico si gira benissimo a piedi, ed è l'unico modo per non perdersi bancarelle e profumi.
Budget: medio-alto per i voli, ma una volta lì i costi sono bassi. Street food come tortillas o tlayudas costa pochissimo, due o tre euro un pasto. I ristoranti turistici sul centro chiedono il doppio. Per l'alloggio, un hotel medio sta sui 50-60 euro a notte. Con 30 euro al giorno si mangia benissimo da mercati e posti locali.
Quanto tempo serve: per assaggiare le varietà di mole e visitare i mercati principali, tre giorni pieni sono sufficienti. Per andare anche a Monte Albán o alle cascate, servono almeno quattro o cinque giorni.
Cosa non perdere: assolutamente il mercato 20 de Noviembre per le carni alla griglia e il mercato Benito Juárez per il mole in polvere e i cioccolatini artigianali. Ma il vero colpo d'occhio è il mole negro di una fonda senza nome in un vicolo tra il zócalo e il mercato di abbigliamento. Cosa evitare: i ristoranti con menù tradotto in inglese e foto patinate. Il mole lì è spesso annacquato e dolciastro.
Un aspetto negativo: il caldo umido è spossante, e in certi angoli dei mercati l'odore di grasso e spezie diventa nauseante per chi non è abituato. Ho avuto un mal di testa per via del fumo dei chiles tostati.
Consiglio specifico che non si trova sulle guide: portare una bottiglia d'acqua vuota da riempire ai distributori pubblici di agua purificata, che costano pochi centesimi. Nei mercati l'acqua in bottiglia è spesso venduta a prezzo doppio e alcuni venditori la tengono al sole, quindi caldissima e sgradevole. Meglio riempire la propria e chiedere un cubetto di ghiaccio a parte.