Kumano Kodo: sentieri sacri tra foreste e cascate
Il Kumano Kodo è uno dei percorsi di pellegrinaggio più suggestivi del Giappone, un'immersione in foreste secolari e cascate sacre che richiede una buona dose di preparazione fisica e logistica. Per chi parte da Firenze come me, la pianificazione inizia con il volo intercontinentale. La finestra migliore per affrontarlo è tra ottobre e novembre, quando l'umidità estiva cala e le foglie iniziano a tingersi di rosso e giallo. Agosto, il mese in cui scrivo, è sconsigliato per il caldo opprimente e la morsa delle zanzare. Per arrivare, il percorso standard parte da Osaka o Kyoto: un treno Limited Express fino a Kii-Tanabe, da cui partono i bus diretti a Takijiri, il punto d'ingresso classico per la via Nakahechi. Il budget complessivo si aggira su una fascia media, con picchi verso l'alto se si scelgono i ryokan tradizionali con pasti kaiseki. Per un itinerario di 5-7 giorni, considerando volo internazionale, trasporti locali, alloggi e vitto, si parla di 1200-1500 euro a testa, escluse le spese extra per i templi e le oferte. La parte più bella è la salita verso Hongu Taisha, con i suioi cedri monumentali e la cascata di Nachi, la più alta del Giappone. Qualcosa che non troverete sulle guide turistiche è portarsi una borraccia termica e qualche bustina di tè verde: lungo il sentiero le sorgenti naturali sono frequenti, ma non sempre si trova acqua potabile, e potersi preparare una tisana calda allalba fa una differenza enorme. Un aspetto deludente? La spettacolarità di alcuni tratti è inversamente proporzionale alla segnaletica: in certi punti i cartelli sono rari e in giapponese, e capita di perdersi. Per questo, una mappa cartacea dettagliata è più affidabile di un GPS, che perde segnale tra le vallate. Il tempo necessario per goderselo senza fretta è di quasi una setimana: meno di 4 giorni significa saltare le deviazioni più belle, come la gola di Doro-kyo o la cascata di Shingu. In sostanza, è un viaggio che ripaga chi lo affronta con rispetto e pazienza.