Domanda

Toraja: sono ancora autentici i riti funebri?

No, non sono più autentici come una volta, ma la domanda è mal posta: la maggior parte dei turisti vede solo la versione spettacolarizzata, mentre i riti veri esistono ancora, solo che non li si cerca dove servirebbe. Ho passato due settimane tra Rantepao e i villaggi circostanti ad agosto. Il cosiddetto funerale turistico è una realtà concreta: ci sono cerimonie organizzate per gruppi, con danze a orario fisso e caffè incluso nel prezzo. Ma nelle frazioni più remote, tipo Lemo o Bori, ho visto famiglie che seppellivano i morti senza badare ai forestieri, con sacrifici di bufali veri e un dolore che non si recita. Il problema è che nessuna guida cartacea dice che il calendario delle cerimonie non è fisso: si decide in base ai fondi della famiglia, a volte con mesi di ritardo. Quindi chi va per tre giorni sperando di beccare un rito importante resta deluso.

Il budget è medio-alto: l'ingresso ai siti costa, il trasporto privato è caro e le guide locali chiedono cifre che in città farebbero ridere. Si può risparmiare usando i bemo, ma si perde tempo e si dipende da orari che non esistono. Per arrivare si parte da Makassar con un volo per Palopo oppure con il bus notturno, ma il vero problema è muoversi: senza un'auto o una moto a noleggio si è bloccati. I villaggi sono sparsi e i mezzi pubblici non coprono le tratte che interessano davvero. Per vedere almeno un rito funebre autentico servono minimo cinque giorni, meglio sette, perché bisogna aspettare il momento giusto e spostarsi di continuo.

La delusione più grande è la mercificazione delle tombe a Lemo: la scogliera dei morti è diventata un parcheggio con venditori di souvenir e bambini che chiedono soldi per le foto. Non c'è rispetto, solo cassa. Un consiglio che non trovate sui blog: portate con voi un pacchetto di sigarette o del betel da offrire agli anziani del villaggio. Non è un gesto simbolico, è la chiave per essere invitati a un rito privato, dove nessuno chiede nulla per la visita. E non fotografate i volti dei morti esposti sulle balconate: lì il consenso non vale, è un'offesa che chiude ogni porta.

3 Commenti

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la
lauro_trek

Ti contraddici: se esistono ancora quelli veri, allora sono autentici, basta trovarli.

Concordo: ho visto famiglie che piangevano davvero, lontane dai gruppi organizzati.

be
benny75

Secondo me è un'ingenuità pensare che basti allontanarsi dal circuito per trovare l'autenticità: la presenza di uno straniero modifica la cerimonia, anche senza orari fissi. E chi giura di aver visto pianti veri, forse non si è accorto di essere parte della messa in scena.