Valle del Draa: palmeti e kasbah nel deserto
La Valle del Draa non è il deserto che ti aspetti, ma una striscia di palmeti lunga chilometri incuneata tra le montagne, con kasbah che sembrano uscite da un film ma spesso sono più macerie che castelli. Il budget è economico: si spende poco per dormire in guesthouse basic e mangiare tajine da strada. Il grosso va sui trasporti.
Per arrivare da Marrakech ho preso un autobus CTM fino a Ouarzazate, poi un grand taxi condiviso per Zagora. Totale circa 20 euro, sette ore scarse. Da Zagora poi ci si muove con taxi collettivi o noleggiando una bici – sconsiglio se non hai gambe d'acciaio, il vento è noioso. Alcuni fanno l'autostop, ma il sole a mezzogiorno è spietato. Per visitare bene la valle servono almeno tre giorni pieni. Uno per scendere fino a Zagora e vedere le kasbah sul fiume, un altro per andare verso M'Hamid e il vero deserto, un terzo per salire a Tamegroute e il suo forno di ceramiche.
La delusione sono proprio le kasbah: molte sono lasciate a marcire o ricostruite male. Ksar El Khorbat sembrava bello da fuori, dentro era un cantiere con muri di cemento. Il fascino sta nelle case di fango abbandonate, non in quelle finto-tradizionali piene di cuscini. E poi il caldo, ovviamente. A luglio non si cammina dalle undici alle cinque, tutto fermo.
Consiglio ignorato dalle guide: se prendi un grand taxi, NON accettare il prezzo fisso per la sola tratta. I conducenti locali ti caricano spesso con la scusa del bagaglio. Meglio aggregarsi a un gruppo di marocchini alla stazione e dividere la tariffa reale. Portati anche una borraccia capiente, l'acqua nei chioschi lungo la strada costa il triplo perché sanno che non hai alternative. Piccole cose che fanno la differenza.