Domanda

Cao Bang: il Vietnam dimenticato? Merita davvero?

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Sì, merita, ma quasi sicuramente per una ragione diversa da quella per cui le agenzie lo vendono. La narrazione del "Vietnam dimenticato" è una fandonia: Cao Bang non è dimenticato, è solo scomodo, e quindi meno comodo da riempire di turisti rispetto alla baia di Halong o a Sapa. Il bello vero è lì, ma bisogna scavare sotto lo strato di foto patinate delle cascate.

Il budget è medio-economico, ma non così stracciato come dicono. Con una camera doppia in un homestay decente, tre pasti e il noleggio di una moto, si spendono tra i 30 e i 40 euro al giorno a testa. Il bus notturno da Hanoi costa poco, ma preparatevi a sette ore di cullate continue. Una volta in città, la moto è l'unica opzione sensata: si noleggia a Cao Bang city per una decina di euro al giorno, e bisogna controllare freni e catena prima di partire, perché i mezzi sono spesso malridotti. Con tre giorni pieni si gira il giro principale: la cascata Ban Gioc, le grotte di Nguom Ngao e il lago di Thang Hen. Il quarto giorno serve solo se si vuole andare verso i villaggi più remoti o se il meteo ha rovinato una giornata intera, cosa assai probabile.

Il lato negativo, ed è una delusione che pochi raccontano: la cascata Ban Gioc è incasellata in una zona recintata con piattaforme, transenne e venditori di ambulanti che pressano in continuazione. Il confine cinese passa a pochi metri, e si sente una tensione controllata che toglie al luogo qualsiasi sensazione selvaggia. Il bello vero, invece, è lungo la strada che costeggia il fiume Quay Son verso il passo di Ma Phuc, in particolare all'alba, quando la nebbia si alza dai campi e i contadini attraversano il ponticello di legno.

Un consiglio che non troverete nelle guide: ignorate completamente il giro organizzato in jeep che parte da Cao Bang city alle otto del mattino. Sembra una semplificazione, ma quel tour vi deposita davanti alle attrazioni nell'ora peggiore, quella delle comitive. Meglio alzarsi alle cinque e percorrere in moto, da soli, la strada provinciale 211 verso il passo di Ma Phuc, arrivando alla sella prima delle sette. In quel momento non c'è anima viva, il silenzio è rotto solo dalle campanelle del bestiame, e le montagne sembrano finalmente vere, non una cartolina da showroom.

2 Commenti

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lauro_79

40 euro al giorno non è economico, si mangia meglio spendendo meno altrove.

Ma 40 euro con moto e pasti? A Milano è un aperitivo.