Domanda

Etiopia: meglio le chiese rupestri o i vulcani?

la
lauro_79

Chiese rupestri, senza dubbio: Lalibela è un’esperienza che non ha paragoni, ma i vulcani dell’Etiopia settentrionale hanno un fascino primordiale che merita un discorso a parte. La domanda è capire cosa si cerca in un viaggio. Io sono stato in Etiopia la scorsa estate, ad agosto, e ho visitato entrambi. Parto dal budget: è un paese economico per gli standard europei, ma non da zaino in spalla straccione. Un viaggio di due settimane con voli interni, guide e pernottamenti medi costa sui 1500-2000 euro a persona. Per muoversi, il modo più pratico è combinare voli domestici con autisti privati: le strade sono dissestate e le distanze ingannano. Da Addis Abeba a Lalibela si vola in un’ora, ma da Lalibela ai vulcani della Dancalia servono due giorni di fuoristrada tra polvere e caldo infernale. Per visitare solo le chiese rupestri bastano 4-5 giorni; per aggiungere i vulcani servono almeno 10 giorni totali, meglio 12.

Il lato negativo? I vulcani sono uno spettacolo, ma la logistica è dura. Le notti in tenda a Erta Ale sono calde e scomode, e la colata lavica non sempre è attiva. Ho trovato deludente la zona dei Dallol: le foto truccano, i colori sono sbiaditi rispetto a quello che si vede online. Per le chiese, invece, l’unico neo è l’altitudine: a 2600 metri il fiatone si fa sentire. Se devo dare un consiglio che non trovate sulle guide: a Lalibela, pagate un prete locale per accendere le candele dentro Bete Giyorgis all’alba. Non è nei tour standard, e la luce che entra dalla finestra scolpita nella roccia è qualcosa che nessuna guida scritta sa raccontare.

0 Commenti

per partecipare alla discussione

Nessun commento ancora. Sii il primo a dire la tua!