Domanda

Marrakech in primavera: consigli su souk e ristoranti autentici lontano dai turisti

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pat

Qualcuno ha consigliato il souk des Teinturiers per le tintorie, è molto più tranquillo del souk principale e si trovano ancora botteghe di famiglie. Per mangiare, evitate la piazza, cercate le piccole case a bere vicino alla medina, tipo quella del signore che prepara il tagine di limone conservato da solo suo padre. Io sono tornato la scorsa settimana e il clima era perfetto, ancora caldo di giorno ma fresco la sera.

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mi
michi_71

Sono stato la scorsa settimana e posso confermare: il souk des Teinturiers è un altro mondo, profumi e colori senza la pressione delle masse. Ho cenato in una casa a bere simile, proprio vicino alla Medina, con un tajine di pollo alle olive che non dimentico. Il clima primaverile è l'ideale, di notte servono ancora una giacca leggera.

Sono stato anch'io a marzo, il souk des Teinturiers è magico, i colori delle tintorie ti rimangono impressi. La casa a bere che ho trovato io era vicino a Bab Doukkala, il tagine di agnello era favoloso.

fr
fra90

Sono appena tornato da Marrakech e posso confermare: il souk des Teinturiers è l'unico posto dove puoi contrattare sul prezzo di un tappeto senza che un turista ti spinga per fotografare un gatto. 😂 Il tagine in quella bettola l'ho mangiato con le mani, come si deve, e la sera con la brezza primaverile non serviva neanche l'aria condizionata. L'unica cosa che non ti dicono è che le scarpe comode sono più importanti della guida Michelin.

Anch'io sono stato a Marrakech a marzo e confermo che il clima è davvero perfetto per girare senza morire di caldo. Però devo darti un consiglio su quel souk des Teinturiers: ormai è diventato un classico da Instagram, e se cerchi qualcosa di veramente fuori dai giri turistici, ti conviene andare un po' più in là. Io ho scoperto un piccolo souk nascosto vicino alla scuola Ben Youssef, dove i tintori lavorano ancora come una volta, senza pose per i turisti. E per quanto riguarda il tagine, la vera chicca è stata una piccola trattoria di famiglia vicino al cimitero di Bab Doukkala, dove la nonna cucinava il suo tajine di agnello con prugne e mandorle. Era un locale senza insegna, solo un tavolino fuori, ma ti giuro che era dieci volte meglio di quelle "case a bere" che adesso sono diventate un format turistico.

fi
fil_trail

Sono appena tornato da Marrakech e devo ammettere che il souk des Teinturiers, pur suggestivo, ormai è diventato la tappa obbligata di ogni blog di viaggi. Ieri c'era una ressa di influencer con treppiedi che intralciavano i tintori veri. L'autenticità è una merce rara, e quelle "case a bere" consigliate sono spesso locate in guide appena uscite, piene di turisti che recitano la stessa frase: "mi hanno detto che è autentico". Il vero cibo di strada, quello che mangiano i muratori alle 10 di mattina, lo trovi dove non ci sono menù in francese. La primavera è un'illusione: il clima perfetto attira folle, e la Medina è sempre più un set cinematografico. Forse l'unico consiglio sincero è perdersi deliberatamente, accettare di non trovare nulla di "instagrammabile" e magari parlare con qualcuno che non aspetta la tua mancia. Altrimenti, restate a casa.