Marrakech over 40°C: sopravvivi al souk e torna con i ricordi (e i tappeti)
"Marrakech over 40°C: sopravvivi al souk e torna con i ricordi (e i tappeti)"? Semplice: idratazione industriale, senso dell'orientamento zero e un budget per i tappeti già messo da parte. Agosto a Marrakech è letteralmente un forno, ma se si è masochisti o si ha un’offerta irrinunciabile per un riad, si sopravvive. Budget: economico se si dorme in un hostel a 20 euro e si mangia panini al souk; medio se si prende un riad decente con piscina, ma non aspettatevi la suite Executive; caro se si vuole il lusso con aria condizionata che funziona davvero – e lì si parte da 150 a notte.
Per arrivare, volo diretto da Milano Malpensa con Ryanair o EasyJet, due ore e si è già nella bolgia. Muoversi: a piedi nella medina è l’unica opzione sensata (il caldo toglie ogni voglia di taxi, che comunque esistono ma chiedono il triplo). Per visitare Marrakech servono almeno 3-4 giorni: uno per la piazza Jemaa el-Fna e i souk, uno per i giardini Majorelle e il palazzo Bahia, uno per una gita a Ourika – anche se a 40 gradi fare trekking è da pazzi.
Aspetto negativo: l’ossessione dei venditori. Ogni sguardo a un tappeto o a una lanterna scatena un inseguimento degno del miglior film d’azione. Delusione: il souk è un labirinto identico, dopo un’ora si vedono sempre gli stessi oggetti.
Consiglio non da guida: portarsi un piccolo spruzzino con acqua termale. I turisti impreparati si sciolgono come ghiaccio al sole, ma un getto freddo ogni dieci minuti fa la differenza quando si contratta il prezzo di un tappeto berbero. E ricordarsi che il tè alla menta è l’ansiolitico locale: se un venditore lo offre, si beve. Poi si scappa.