Triora a Halloween: streghe, leggende e borgo medievale
Triora a Halloween vale il viaggio se si cerca un'atmosfera cupa e autentica, lontana dal folklore spinto, ma non è certo una meta per chi vuole il brivido facile. Ho pianificato un weekend per la fine di ottobre, considerando che il borgo medievale si trasforma nelle sue viuzze strette.
Per arrivare da Milano, l'unica opzione sensata è l'auto. Si scende verso Imperia e poi si sale sull'entroterra; la strada è tortuosa ma panoramica. I mezzi pubblici sono una scommessa persa, con corse rare che non giustificano lo spostamento. Una volta arrivati, si lascia la macchina nei parcheggi fuori le mura e si cammina.
Il budget personale lo definirei medio, più per l'alloggio che per altro. Le taverne propongono menù fissi a prezzi onesti, ma la notte di Halloween gli agriturismi e i B&B raddoppiano le tariffe. Per una camera dignitosa, meglio prenotare con largo anticipo, altrimenti si finisce a dormire a Badalucco, che non è la stessa cosa.
Per visitare il borgo basta una giornata, ma per l'evento serale servono almeno due notti. Il museo etnografico offre un contesto storico utile, mentre la chiesa di San Dalmazio merita una sosta. Il sentiero delle streghe, però, è la parte che ho trovato più suggestiva, soprattutto al tramonto.
Cosa evitare? I ristoranti che affacciano sulla piazza principale. Ho visto menù turistici con prezzi assurdi per un piatto di pasta. Meglio cercare le trattorie nelle strade laterali, dove si mangia meglio. Inoltre, una delusione concreta: il giorno, senza l'illuminazione e le decorazioni della sera, il borgo perde gran parte del suo fascino. Non è una meta da mezze stagioni.
Un consiglio poco noto: portare una torcia elettrica potente. Le stradine non hanno lampioni e dopo le dieci di sera, quando i locali chiudono, il buio è totale. Il telefono non basta. E un altro suggerimento ragionato: arrivare al calar del sole, perché la luce artificiale gioca con le ombre in modo straordinario, ma è anche il momento di massima affluenza. Bilanciare queste due cose resta l'arte della visita.