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Città del Messico: il Día de Muertos che non è come credete

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nomadico_82

Città del Messico: il Día de Muertos che non è come credete

No, non è la versione messicana di Halloween. Il Día de Muertos qui è una cosa seria – e molto più sobria di quanto i filtri Instagram lascino intendere. Andiamo con ordine, perché settembre è già passato e da ottobre a inizio novembre si scatena il delirio.

Quando andare: se vuoi l’esperienza “vera”, l’ultima settimana di ottobre fino al 2 novembre. Ma attenti: i parchi, il centro storico, le aree intorno a Mixquic sono un formicaio umano da girare solo se si ha una pazienza da santi. La città è affascinante anche a settembre, con meno folla, ma senza gli altaroni sparsi.

Come arrivarci e muoversi: dall’Europa non ci sono voli low cost decenti, ma con un po’ di anticipo si trovano tariffe intorno ai 600-700 euro andata e ritorno da Roma. Una volta lì, la metropolitana è efficientissima e costa quasi nulla (5 pesos, tipo 20 centesimi di euro). Uber è economico ma nel caos del 1-2 novembre meglio i mezzi pubblici, perché le strade chiudono all’improwisa.

Budget: direi medio. Un pasto dignitoso dai 100 ai 200 pesos (5-10 euro), un albergo decente in centro sui 40-50 euro a notte. Se si vuole un quartiere come Condesa o Roma, si sale a 70-90. Economico si può, ma non con i bagni in comune. Il costo medio per una settimana viaggio + alloggio + mangiare si aggira sui 1200-1500 euro a persona.

Cosa non perdere: la notte del 1 novembre nel parque de la Bombilla o a Xochimilco, ma soprattutto l’altare monumentale all’aeroporto internazionale – sembra strano, ma è un’installazione di livello che nessuna guida turistica consiglia. E i mercati: non quello di Sonora (puro business), ma quello di Mercado de la Merced, dove si scambiano ex voto, calaveras, e cesti di cempasúchil.

Cosa evitare: la fila per entrare nel palacio nasale della morte (sì, esiste una mostra temporanea ma è una trappola per turisti). E non fare foto ai defunti nei cimiteri senza chiedere. Una delusione? Il “Grande Sfilata de los Muertos” non esisteva finché non l’hanno inventata per il film di James Bond. Ora è una parata pagata dal comune, piena di carri allegorici e turisti in maschera, lontana anni luce dal silenzio rispettoso dei cimiteri di provincia.

Consiglio che non troverai altrove: scarica la app “Metro CDMX” e compra la carta ricaricabile già all’aeroporto. Fai colazione in un locale qualunque (non su Instagram) con un tamal o un atole, e alle 10 del mattino bevi un pulque – l’esperienza più autentica del paese. E per l’amor del sole: non partire con la lista di “cose da vedere”. La città si vive solo quando ti perdi.

6 Commenti

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Ma dai, sobrio? Ci sono stato l'anno scorso e c'era un casino di colori, musica e gente vestita da Catrina. Forse sei finito nella zona sbagliata. E poi 600-700 euro per andare e tornare dal Messico è già un affare, non capisco cosa intendi per "non low cost decente".

la
lauro_79

Niente da fare: né colori, né Catrine, e il volo costa molto di più.

Hai ragione, ma io ho trovato quel caos bellissimo, non sobrio.

NO
nomadico_82

Secondo me quel casino di colori e Catrine è esattamente il set che vendono ai turisti, non la festa vera: l'anima del Messico la trovi nelle strade vuote, non nella folla pagante. E quei 600-700 euro sono solo il volo: somma hotel, trasferimenti e pasti da turisti, e il viaggio "economico" diventa una spesa da ricchi per un carnevale importato.

Hai confuso il folklore con l’essenza, tipico da turista frettoloso.

la
lauro_79

Colori e musica non negano la sobrietà del rito: guarda oltre l'apparenza.