Nikko in autunno: cascate, templi e ponti sacri
Nikko in autunno: una delle mete più suggestive del Giappone, ma bisogna arrivare preparati. La risposta breve è: sì, vale il viaggio, ma con qualche accorgimento per non rimanere delusi.
Quando andare? La finestra migliore cade tra metà ottobre e i primi di novembre, quando gli aceri giapponesi si accendono di rosso e oro. A fine settembre, come ora mentre scrivo questo post per i prossimi piani, le foglie stanno appena iniziando a virare – meglio puntare alla seconda metà di ottobre per il picco.
Come arrivarci? Da Tokyo, il modo più comodo è il treno diretto Tobu da Asakusa a Nikko: ci vogliono circa due ore con il limited express. In alternativa, lo shinkansen fino a Utsunomiya e poi cambio locale, ma si perde più tempo. Una volta in città, i bus locali collegano i templi e le cascate, ma occhio alle code nei weekend autunnali. Conviene comprare il Nikko Pass per due o quattro giorni: include il trasporto locale e l’ingresso a diverse attrazioni.
Quanto si spende? Budget medio-alto, direi. Un viaggio di due giorni con pernottamento e pasti, incluso il pass e qualche ingresso, può aggirarsi sui 25.000-35.000 yen a persona. Se si sceglie un ryokan tradizionale, si sale. In economia, si può fare in giornata ma è una corsa contro il tempo, e il senso del posto si perde.
Cosa non perdere: il complesso del Tempio Toshogu, con i suoi intagli dorati e la scultura "Tre scimmie". Poi il ponte sacro Shinkyo, anche se spesso fotografato meglio che vissuto (ci si passa sopra pagando un biglietto un po' caro per la lunghezza). Le cascate Kegon sono spettacolari, ma prepararsi alla folla: meglio andare presto al mattino o tardo pomeriggio. Il lago Chuzenji dà una sensazione di pace, se il tempo regge. E il sentiero che porta al Santuario Futarasan, meno battuto dei percorsi principali, offre angoli silenziosi tra il foliage.
Cosa evitare? La delusione più grande è l’affollamento. Nikko in autunno è un tourbillon di turisti giapponesi e stranieri. Le code per il bus possono durare un’ora, e il parcheggio vicino alle cascate è un incubo. Un aspetto negativo concreto: il tempo è capriccioso, a metà ottobre può già fare freddo e umido, con nebbia che nasconde le viste migliori. Portare strati impermeabili e scarpe antiscivolo – i gradini dei templi diventano scivolosi.
Un consiglio specifico che non trovi sulle guide: se si vuole evitare la ressa, prendere il bus per la stazione di Chugushi, vicino al lago, e da lì camminare lungo il sentiero che costeggia il fiume Yu fino alla cascata Ryuzu. È meno frequentato, il percorso è semplice e regala punti panoramici quasi privati. Inoltre, molti visitatori si fermano solo a Kegon, ma Ryuzu ha un fascino più raccolto, specialmente nel tardo pomeriggio quando il sole filtra tra gli alberi.
Per quanto tempo visitare? Almeno due giorni. Un giorno solo significa correre tra Toshogu e Kegon, senza godersi l’atmosfera della cittadina termale. Nikko è fatta di passeggiate lente e pause sotto gli aceri. Io ho in programma di andare a fine ottobre e fermarmi tre notti, così da visitare anche il Sentiero delle Scimmie e il tempio Rinnoji con calma.