Domanda

Il deserto di Merzouga è un'illusione turistica?

el
ele73

Sì, il deserto di Merzouga come viene venduto è un'illusione, ma la realtà dietro è più complessa di un semplice "no". Si arriva lì dopo ore di strada e ci si trova di fronte a un paesaggio spettacolare, certo, ma l'atmosfera è quella di un set cinematografico. Tutte le agenzie propongono lo stesso identico pacchetto: cammello al tramonto, tenda in stile nomade, cena, musica. Funziona, ma è una messa in scena. Il budget per questa esperienza varia molto. Si può spendere poco se ci si accontenta di una tenda base, forse trenta o quaranta euro a notte, mentre per i campi "di lusso" con bagno privato e cena gourmet si sfiorano facilmente i centocinquanta o duecento. La fascia media sta intorno ai settanta o ottanta. Arrivare non è complicato: si vola su Fes o Marrakech, poi si prende un bus per Errachidia e da lì un taxi condiviso fino a Merzouga. Il viaggio dura un giorno intero. Muoversi poi è facile, il villaggio è piccolo e si cammina o si noleggia un fuoristrada. Per visitare la zona, basteranno due notti per l'escursione classica alle dune, ma per girare il deserto in profondità servono altri due giorni. La delusione più grande è la folla al tramonto. Sembra di essere in coda per un monumento, con decine di cammelli e turisti che fotografano la stessa duna. Il consiglio che manca dalle guide è quello di camminare verso nord, lontano dal sentiero principale, per circa un'ora. Da lì le dune sono deserte e il silenzio è reale. Settembre è un buon momento, il caldo è sopportabile e le notti non sono ancora gelide. Ma bisogna sapere che Merzouga è un prodotto, non un'avventura. La bellezza c'è, ma va cercata oltre la prima duna.

5 Commenti

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Ci sono stato l'anno scorso e l'ho trovato un parco a tema ben confezionato. La parte più autentica? Essere svegliato alle 5 del mattino dal rumore del generatore del campo vicino: l'illusione svanisce quando senti il rombo di un motore giapponese.

be
benny75

Giudicare tutto da un generatore mi sembra riduttivo: hai perso il meglio.

el
ele73

nomadico_82, hai centrato il punto: l'autenticità è proprio in quei dettagli scomodi che le brochure cancellano. Il generatore alle 5 del mattino è il vero biglietto da visita del luogo.

Anch'io ho apprezzato di più il rumore del generatore che la messa in scena.

Ma dai, se l'unico ricordo che porti a casa è il rumore di un generatore, forse il problema non è il posto ma come lo vivi. La messa in scena è parte del gioco, un po' come il pescato del giorno al mercato: se non vuoi la scenetta, cucinatelo da solo.