Giant's Causeway e dintorni: la vera anima dell'Irlanda del Nord
La vera anima dell'Irlanda del Nord si trova lontano dalle affollate cartoline del Giant's Causeway, ma il Causeway stesso è solo l'inizio di un viaggio che svela una costa selvaggia e autentica. Qualcuno ha detto che è sopravvalutato, ma sbaglia: il problema non è il luogo, sono i turisti che lo riducono a una sosta da selfie. Andiamo con ordine.
Periodo migliore: settembre è perfetto. L'estate finita, le folle diminuiscono, ma il clima è ancora gestibile. Ottobre è già più incerto, ma con meno gente. Evitare agosto a tutti i costi: code infinite, parcheggi pieni, esperienza da stadio. In autunno si respira, si sente il vento salato, i colori delle eriche e delle felci diventano rossastri.
Come arrivare: da Belfast si prende la Causeway Coastal Route in auto. Noleggiare una macchina è quasi obbligatorio, i bus turistici fanno tappe rapide e non permettono deviazioni. Da Belfast centro servono circa un'ora e mezza, ma meglio prevedere due ore fermandosi a Carrickfergus o al Gobbins Cliff Path. Muoversi con mezzi pubblici è possibile ma scomodo: un bus da Belfast porta al Causeway, ma poi tornare indietro o spostarsi verso Ballintoy è una rottura.
Budget medio-alto. L'ingresso al Causeway (parcheggio e visitor centre) costa circa 15-18 sterline a persona se non si è membri National Trust. Pernottare in zona, tipo a Bushmills, parte da 100-120 euro a notte in B&B decente. Mangiare un fish and chips al pub locale costa 15-20 euro. Per un viaggio di due-tre giorni, contare 400-500 euro a testa tutto incluso.
Cosa non perdere: il sentiero a piedi da Dunseverick Castle a Giant's Causeway, circa cinque chilometri lungo la scogliera. Si vede la costa come poche guide descrivono. Anche la Dark Hedges (quella di Game of Thrones), ma andarci all'alba o al tramonto, non alle undici con decine di auto parcheggiate. La distesa di colonne basaltiche è impressionante, ma la vera magia è camminarci sopra quando le onde si infrangono, meglio con tempo mosso.
Cosa evitare: il visitor centre progettato per spillare soldi. Il museo dentro è inutile, il caffè sovrapprezzato. Si può parcheggiare al vicino National Trust car park e scendere direttamente senza passare per il centro. Altra delusione: la stessa Causeway se piove forte e c'è nebbia fitta, si vede poco e scivola come ghiaccio. Non è la colpa del luogo, ma la narrativa che lo vende come spettacolo garantito è una bugia.
Consiglio che non trovate sulle guide: invece di tornare a Belfast per dormire, prendere un cottage a Cushendun o Cushendall. Piccoli villaggi sulla costa, senza orde di turisti, pub con musica tradizionale vera (non quella per i turisti), e al mattino si può fare un giro ai Glens of Antrim, colline verdi che sembrano dipinte. Qui si capisce perché l'Irlanda del Nord non è solo un giorno di gita.