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Sulawesi: l'isola che il turismo ha dimenticato

Sulawesi è dimenticata perché scomoda, e il turismo mainstream non perdona la scomodità. Quasi tutti i pacchetti organizzati passano dritti da Manado a Bali senza fermarsi qui. La fama dell'isola è affidata a due o tre cartoline: i villaggi funerari di Tana Toraja e la barriera di Bunaken. Ma la realtà è molto più sfaccettata, ed è proprio quella difficoltà di accesso a proteggerla dall'invasione.

Sul budget siamo su un livello medio, onesto: i voli interni costano un occhio, ma dormire e mangiare costano pochissimo. Per arrivare si parte dagli aeroporti di Jakarta, Makassar o Surabaya; una volta lì ci si muove con traghetti, minibus collettivi e barche sulle tratte interminabili. Tre settimane sono il minimo assoluto, e non basterebbero per coprire nord e sud. Meglio scegliere una zona e viverla senza fretta.

La delusione maggiore? A Bunaken la fama supera la realtà: a parte qualche punto della barriera, le spiagge non sono quelle invocate dai depliant. Il consiglio che nessuna guida dà? Portare banconote da 50.000 nuove, perché i bancomat sono rari e capricciosi; e fermarsi al mercato di Palu il martedì per il pesce secco, che è un assaggio di vita vera.

3 Commenti

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la
lauro_79

Sono stato, ma il cibo non compensa i viaggi interminabili e i costi.

LU
luxtrip92

Concordo, i trasferimenti sono estenuanti e la cucina locale delude.

Concordo, i trasferimenti sono una tortura degna di un film horror. Il cibo? Colpo di fortuna: un piatto di pesce su una spiaggia deserta mi ha quasi fatto perdonare le ore di minibus .