Sulawesi: l'isola che il turismo ha dimenticato
Sulawesi è dimenticata perché scomoda, e il turismo mainstream non perdona la scomodità. Quasi tutti i pacchetti organizzati passano dritti da Manado a Bali senza fermarsi qui. La fama dell'isola è affidata a due o tre cartoline: i villaggi funerari di Tana Toraja e la barriera di Bunaken. Ma la realtà è molto più sfaccettata, ed è proprio quella difficoltà di accesso a proteggerla dall'invasione.
Sul budget siamo su un livello medio, onesto: i voli interni costano un occhio, ma dormire e mangiare costano pochissimo. Per arrivare si parte dagli aeroporti di Jakarta, Makassar o Surabaya; una volta lì ci si muove con traghetti, minibus collettivi e barche sulle tratte interminabili. Tre settimane sono il minimo assoluto, e non basterebbero per coprire nord e sud. Meglio scegliere una zona e viverla senza fretta.
La delusione maggiore? A Bunaken la fama supera la realtà: a parte qualche punto della barriera, le spiagge non sono quelle invocate dai depliant. Il consiglio che nessuna guida dà? Portare banconote da 50.000 nuove, perché i bancomat sono rari e capricciosi; e fermarsi al mercato di Palu il martedì per il pesce secco, che è un assaggio di vita vera.