Bari 48 ore: itinerario alternativo tra storia e sapori locali
Bari in 48 ore si può vivere tra storia e sapori locali senza perdersi nei luoghi più turistici. Parto dal volo per l’aeroporto Karol Wojtyła, poi prendo la navetta gratuita che porta direttamente al centro; in alternativa il treno arriva in pochi minuti dalla stazione centrale, così la scelta dipende da dove si parte. Il budget rimane su una fascia media: ostello o B&B economico, pasti in trattorie tipiche e qualche esperienza più curata, senza obbligo di spendere cifre da capogiro. Il primo giorno inizio con una passeggiata al mattino nella zona di Bari Vecchia, dove il quartiere di Santo Spirito conserva le strade strette e i mosaici bizantini poco pubblicizzati; la chiesa di San Nicola è già nella lista, ma il vero tesoro è la piccola bottega di pane che sforna focacce alle olive, aperta solo tra le 7 e le 9. Dopo il pranzo (un panzerotto artigianale in un locale nascosto dietro il mercato del pesce), mi perdo verso la Città Bassa: il lungomare è affollato al tramonto e può dare l’impressione di un’area troppo turistica, ma il vero relax lo trovi al Parco della Musica, un angolo verde poco segnalato dove i residenti fanno picnic. La sera, invece di cadere nella trappola dei ristoranti sul lungomare, prendo un autobus locale verso Via Argiro, dove un piccolo ristorante a conduzione familiare serve una cicoria ripiena che le guide non citano. Il secondo giorno dedico la mattina al Castello Normanno-Svevo, ma il percorso più interessante è quello che porta al Museo della Città, accessibile con la bicicletta condivisa: il sistema di bike‑share è rapido, economico e permette di vedere le zone più periferiche senza dover prendere il bus. Dopo un pranzo veloce al mercato di Via Sparano, dove trovi formaggi freschi a prezzi sorprendentemente bassi, passo il pomeriggio a visitare il Basilico di San Francesco d’Assisi, un piccolo santuario fuori dal circuito classico e quasi dimenticato. Un punto negativo è la mancanza di segnaletica in inglese in alcuni vicoli, perciò è utile scaricare una mappa offline prima di partire. Consiglio finale: prima di lasciare la città, fermarsi al Bar del Porto per un caffè con una spruzzata di limone, un'abitudine locale che le guide non menzionano e che rende l’addio a Bari davvero autentico. In totale, due giorni sono sufficienti per assaporare la storia e la cucina senza correre, basta organizzare gli spostamenti con i mezzi pubblici e mantenere un ritmo tranquillo.