Hoi An Vietnam: quali sono i must da non perdere in 3 giorni?
Hoi An in tre giorni è possibile vedere il centro storico, il mercato delle lanterne e fare una gita al sito di My Son, senza correre troppo. Parto sempre da Da Nang: il volo internazionale arriva lì, poi prendo un taxi o il servizio shuttle per la città, circa trenta minuti, e mi sposto in bici o motorino noleggiati per tutta la permanenza; il traffico è gestibile, ma è meglio evitare le ore di punta del pomeriggio.
Il budget si colloca a livello medio: alloggio in guesthouse tipica, pasti in street food e qualche cena in ristorante con vista sul fiume. Non è necessario spendere una fortuna, ma si può salire di livello con qualche esperienza di cucina privata.
Il primo giorno dedico la mattina al mercato di Hoi An, dove i profumi di spezie e frutta fresca guidano la visita; il pomeriggio è meglio riservare al ponte giapponese e alla passeggiata lungo il fiume, con le lanterne già accese al tramonto. Il secondo giorno è il sito di My Son, raggiungibile con un minibus locale; il viaggio dura circa due ore e vale la pena per la tranquillità del luogo, ma il percorso è polveroso e il caldo umido può risultare opprimente. Il terzo giorno è perfetto per una lezione di cucina in una casa di famiglia poco pubblicizzata: si impara a fare i famosi “cao lầu” e si finisce con una degustazione di tè locale, un’esperienza che le guide tradizionali raramente menzionano.
Un aspetto negativo è la presenza crescente di turisti in alta stagione: le strade del centro storico si riempiono rapidamente e le foto con le lanterne diventano un po’ una routine commerciale. Un suggerimento pratico che ho scoperto è quello di alzarsi molto presto il giorno del ponte giapponese: alle 6:30 la luce dorata sul fiume è spettacolare e la folla è ancora minima, così si può godere dell’atmosfera autentica senza la pressione delle masse.