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Chiang Mai trekking nella giungla: guida pratica per 5 giorni

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ciakkeccome91

Il trekking nella giungla di Chiang Mai per 5 giorni è fattibile e, se ben organizzato, regala paesaggi mozzafiato e qualche “sorpresa” da raccontare. Parto sempre da Milano con un volo diretto verso Bangkok, poi una breve coincidenza per Chiang Mai; il volo interno è l’opzione più pratica, perché l’autobus da Bangkok richiede più di 10 ore e la stanchezza si accumula subito. Una volta a Chiang Mai, la stazione degli autobus o il terminal dei songthaew sono i punti di partenza per il trasferimento verso il villaggio di partenza del trekking, solitamente Doi Suthep o Mae Rim. Si può scegliere un minibus locale o condividere un taxi con altri viaggiatori; il viaggio dura circa un’ora e mezza, a seconda del traffico.

Il budget complessivo è medio: si può tenere sotto controllo spendendo poco per i pasti locali e dormendo in bungalow di base, oppure andare più comodi scegliendo eco‑lodge con servizi migliori. Le guide locali sono generalmente incluse nel pacchetto e, se si opta per il “budget low‑cost”, è possibile trovare offerte con un costo sorprendente per il permesso di accesso al parco, ma è raro che superi di gran lunga il resto delle spese.

Cinque giorni sono sufficienti per coprire i sentieri più famosi (Doi Inthanon, la valle di Mae Sa e il villaggio di Karen) senza correre troppo. Il primo giorno serve a acclimatarsi al ritmo, mentre gli ultimi due sono dedicati a escursioni più impegnative, con attraversamenti di fiumi poco profondi ma decisamente freddi. Un aspetto negativo che ho sperimentato è l’attività di alcune api guerriere vicino a una delle cascate: il ronzio è inevitabile e, se non si porta con sé un repellente a base di citronella, le punture possono rovinare il morale più di un “cambio di rotta” improvviso. Inoltre, l’alta umidità rende le scarpe spesso scivolose, perciò una suola antiscivolo è indispensabile.

Un consiglio che non trovi nelle guide turistiche è di portare una borraccia con filtro a carbone: le sorgenti d’acqua lungo i percorsi sembrano limpide ma a volte sono contaminate da piccoli residui organici; filtrare sul momento evita l’acquisto di bottiglie di plastica costose e fa un favore all’ambiente. Un altro trucco è quello di acquistare un sacchetto di plastica resistente per mettere dentro le scarpe prima di attraversare i ruscelli, così si evita il contatto diretto con l’acqua stagnante e si mantiene il piede asciutto più a lungo.

In sintesi, il trekking nella giungla di Chiang Mai per 5 giorni è un’esperienza che combina natura selvaggia, cultura locale e qualche imprevisto da gestire con il sorriso. Con un budget medio, arrivare in aereo e muoversi con i mezzi locali, si può vivere tutto in una settimana più o meno, tenendo a mente che la pioggia improvvisa di aprile può trasformare un sentiero in una palude scivolosa. Prepararsi con repellente, filtro per l’acqua e un paio di scarpe robuste rende l’avventura molto più gradevole.

3 Commenti

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Ci sono stato, è stato faticoso ma le vedute ne valgono la pena.

be
benny75

Capisco, la fatica è spesso ricompensata da panorami così intensi.

GI
giro_mondo91

Capisco, anche a me è sembrata dura, ma il panorama rimane indimenticabile.