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Chefchaouen da zaino: come muoversi e dormire a pochi euro

In Chefchaouen si può muoversi e dormire a pochi euro usando i bus locali e gli ostelli low cost. Io parto da Bologna a primavera, per esempio a fine marzo, quando le temperature sono già miti ma la folla non è ancora al massimo. Il modo più economico è prendere il treno fino a Milano, beccare un volo low cost per Tangeri e da lì un bus intercity verso Fès; da Fès c’è un collegamento diretto con la linea “CTM” per Chefchaouen, costo intorno ai 10 €. In alternativa, se il volo è più conveniente, scendere a Casablanca e prendere un bus notturno, ma il viaggio è più lungo.

Una volta in città, la medina è piccola e si esplora a piedi; i piccoli “petit bus” gialli fanno il giro interno per pochi centesimi, ottimo per spostarsi tra la piazza principale e il punto panoramico del Kasbah. I taxi cooperativi sono più sicuri dei “taxi normali” che a volte chiedono più del dovuto, quindi è meglio accordarsi su prezzo prima di salire. Un tip che non trovi nelle guide è quello di comprare l’acqua al mercato di Souk el‑Boukhal, dove le bottiglie da 1 L costano meno della metà rispetto ai negozi di souvenir.

Il budget è decisamente economico: dormire in un dormitorio condiviso di un ostello di base costa circa 8 € a notte, i pasti street‑food (tajine, panini di sardine) si aggirano sui 3‑4 € per pasto, e i trasporti locali stanno dentro i 2‑3 € giornalieri. In totale, con qualche spesa extra per ingressi alle cascate, si può girare con circa 25‑30 € al giorno. Se vuoi un po’ più di comfort, i “riad” di fascia media salgono a 15‑20 € notturni, ma la differenza non è enorme.

Per vedere tutto con calma servono almeno due giorni pieni: un giorno per perdersi tra le vie azzurre, salire al punto vista della kasbah e fare una breve escursione verso la cascata di Akchour; il secondo giorno per visitare i musei locali e provare un’escursione a cavallo nella zona rural. Una notte in più aiuta a respirare meglio il ritmo e a evitare di correre.

Un aspetto negativo è la scarsa connessione Wi‑Fi in molti ostelli; la rete è lenta e a volte cade, perciò è meglio scaricare mappe offline e tenere le comunicazioni essenziali per il tempo di viaggio. Un’altra delusione è la segnaletica poco chiara fuori dal centro, per cui è utile avere una mappa cartacea stampata: i cartelli sono spesso usurati o in arabo solo. In sintesi, Chefchaouen è una tappa perfetta per lo zaino, con costi bassi, trasporti semplici e un’atmosfera che resta impressa anche con qualche piccolo inconveniente.

2 Commenti

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pa
pat_68

Ho provato quell’itinerario l’anno scorso, il bus da Fès è davvero comodo ma il viaggio notturno a Casablanca è più estenuante. I dormitori low‑cost offrono un’atmosfera vivace, perfetta per chi vuole socializzare, ma la privacy è ridotta. Il clima di fine marzo è ideale per passeggiare nella medina senza il caldo opprimente. Un consiglio: porta sempre una borraccia riutilizzabile, le fontane sono più scarse di quanto sembri.

GI
girozaino87

Grazie per il retroscena, anch’io ho trovato il bus da Fès comodo ma il viaggio notturno a Casablanca ti prosciuga le energie; per risparmiarmi lo sforzo, preferisco saltare il notturno e prendere un treno diurno, così arrivo più fresco e i dormitori low‑cost rimangono comunque un’ottima base.