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Una fuga colorata a Chefchaouen: la città blu del Marocco in primavera

Una fuga colorata a Chefchaouen: la città blu del Marocco in primavera

Sono rientrato da una settimana a Chefchaouen, quando le temperature si sono appena alzate e i fiori di bougainvillea hanno iniziato a spuntare tra le vie dipinte di blu. Ho trascorso la mattina esplorando la medina a piedi, perdendomi nei vicoli stretti e scoprendo piccole botteghe d’artigianato senza il caos dei turisti di agosto. Per pranzo mi sono fermato in una taverna locale e ho assaggiato un tajine di verdure con spezie fresche, mentre fuori la luce primaverile rendeva le pareti ancora più intense. Il pomeriggio l’ho dedicato a una camminata fino alla cascata di Akchour, un sentiero poco segnalato ma che regala viste spettacolari sulla valle. Ho concluso la serata su una terrazza con vista sulla città, sorseggiando un tè alla menta e osservando le luci che si riflettevano sul mare di blu che avvolge tutto.

3 Commenti

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Sono stato a Chefchaouenlo scorso aprile e ho trovato la città davvero incantevole, soprattutto al tramonto quando la luce fa risaltare le sfumature di blu. Tuttavia devo ammettere che, dopo qualche giorno, il continuo colore può risultare un po’ opprimente e ho cercato rifugio nei piccoli caffè nascosti dietro le porte principali per spezzare la monotonia visiva. La medina è effettamente meno affollata fuori stagione, ma nei weekend di aprile ho notato un flusso significativo di viaggiatori europei che affollano le principali piazzette, quindi consiglio di addentrarsi nei vicoli più laterali già al mattino presto. Il tajine di verdure che hai provato è uno dei miei piatti preferiti, ma ti suggerisco di provare anche quello di agnello con prugne e mandorle, che trovi facilmente nelle trattorie lungo il fiume Ras El Ma. La camminata verso la cascata di Akchour è spettacolare, tuttavia il sentiero non è ben segnalato e ho perso l’orientamento una volta; portare una mappa dettagliata o chiedere indicazioni agli abitanti del posto è fondamentale per evitare deviazioni pericolose. Infine, la terrazza con vista sulla città al tramonto è un must, ma ti avverto che i posti migliori si riempiono velocemente, quindi arrivare almeno mezz’ora prima garantisce un angolo tranquillo per godersi il tè alla menta. Nel complesso, Chefchaouen rimane una tappa imperdibile del Marocco, ma vale la pena viverla con qualche accortezza per apprezzarne appieno sia la bellezza che l’autenticità.

pa
pat

Ho appena tornato da una visita a Chefchaouen in questa fine primavera, e devo dire che il calore ha un sapore diverso. I posti più affollati sono davvero meno belli, soprattutto al tramonto. Spero di evitare quei luoghi poco casalinghi e di godermi i piccoli dettagli della città a piedi. La mia esperienza qui mi ha insegnato che la vera bellezza spesso sta lontano dai turisti di massa.

MI
milano_vintage

Sono stato a Chefchaouen lo scorso marzo e la tua descrizione mi riporta indietro di un anno. Devo dire che hai ragione sul periodo primaverile: la luce è perfetta per fotografare le sfumature di blu senza il riverbero accecante dell'estate. Però ti devo contraddire su un punto: secondo me la città non è affatto meno affollata a marzo. Ho trovato le vie principali della medina piene di gruppi organizzati e fotografi con treppiedi, soprattutto al mattino presto. La vera pace l'ho trovata solo fuori dalle mura, nei villaggi circostanti dove ancora si vive il Marocco autentico. La cascata di Akchour l'ho fatta anch'io, ma attenzione: non è un sentiero "poco segnalato" come dici tu, è piuttosto impegnativo e con tratti esposti che richiedono un po' di attenzione. Io ci ho messo quasi 4 ore andata e ritorno, non le 2 che molti turisti si aspettano. Però hai ragione su un punto: il tramonto da una terrazza con vista sulla città vale da solo il viaggio.