Scoprire Chefchaouen in primavera: colori, trekking e ostelli low cost
Chefchaouen in primavera si scopre con i suoi mille toni di blu e bianco, facendo trekking nei dintorni e dormendo in ostelli davvero economici. Io sto pensando di partire a fine aprile, partendo da Bologna con un volo low cost per Tangeri, poi un bus notturno che collega Tangeri a Chefchaouen; il biglietto costa poco, intorno ai 25 €, e il viaggio dura circa 6‑7 ore con una sosta a Fez. Una volta in città, muoversi è una questione di piedi: le vie del centro sono tutte pedonali e il migliore modo per girare è veramente a piedi, ma per le escursioni fuori dal borgo serve un minibus locale (il “grand taxi”) che parte dalla piazza principale ogni ora e costa pochi dollari.
Il budget complessivo è decisamente nella fascia economica: dormire in un ostello condiviso costa tra i 10 e i 15 € a notte, i pasti di strada (tajine, couscous, tè alla menta) sono sotto i 5 € per piatto, e le attività di trekking sono gratuite se si prendono i sentieri segnalati. Con questi numeri il viaggio si aggira intorno ai 150‑180 € per una permanenza di tre notti, includendo trasporti, cibo e alloggio.
Per vedere davvero la città senza correre, servono almeno due giorni interi: il primo per perdersi tra le stradine dipinte, visitare la Kasbah e il mercato delle spezie, l’altro per dedicarsi a una camminata sul Monte Rif, percorso che parte dal villaggio di Akchour e offre cascate e viste panoramiche. Se si ha più tempo, una giornata extra per fare il trek a Jebel El Kelaa è una bomba, ma non è obbligatorio.
Un punto negativo è la connessione wifi: molti ostelli offrono il segnale ma è instabile, e il cellulare in zona rurale è quasi inesistente. Anche le strade acciottolate del centro possono diventare scivolose con la pioggia primaverile, quindi scarpe robuste sono d’obbligo.
Un consiglio poco citato nelle guide: comprare bottiglie d’acqua nei piccoli negozi di montagna appena fuori dal centro, dove il prezzo è più basso e le bottiglie sono spesso riutilizzabili; oltre a risparmiare, si contribuisce a ridurre la plastica. Un altro trucco è prendere il bus per la fattoria di Aït Bougueme a prima luce; lì c’è una piccola sorgente d’acqua fresca che i locali usano per riempire i contenitori, perfetta per rifornirsi prima di un trekking più lungo. In pratica, con un po’ di flessibilità e qualche dritta locale, Chefchaouen in primavera è un’esperienza di colori, cammini e risparmio che vale davvero la pena.