Che mestieri tradizionali scoprire a Fez in primavera?
A Fez in primavera è possibile scoprire mestieri tradizionali come la conciatura della pelle, il ricamo a mano, la ceramica zellige, la tessitura dei tappeti e la profumeria di rose.
Io parto da Bologna con un volo low‑cost per Marrakech, poi prendo un autobus notturno di 7 ore fino a Fez; in alternativa c’è il treno diretto da Casablanca, ma richiede un cambio a Rabat. Una volta in città, spostarsi è più semplice a piedi nella medina, dove le vie strette sono il miglior modo per osservare gli artigiani al lavoro; per i tragitti più lunghi uso il petit‑taxi, che costa poco ma richiede un po’ di pazienza per negoziare la tariffa.
Il budget per questo tipo di viaggio è medio: alloggio in un riad di fascia media, pasti a base di tagine e caffè nelle tazzine dei souk, e ingressi a laboratori artigianali pagano circa 30‑40 €. Con un po’ di flessibilità si può scendere a opzioni economiche, dormendo in ostelli o guesthouse più semplici.
Per assaporare tutti i mestieri servono almeno tre giorni interi, idealmente una settimana se si vuole dedicare tempo a workshop pratici. Il primo giorno è perfetto per la conciatura della pelle nella zona di Chouara, il secondo per il ricamo nel quartiere della Medersa, il terzo per la ceramica nella bottega di Safi e, se il tempo lo permette, un pomeriggio nella bottega di profumi di rose.
Un aspetto negativo è la presenza di turisti poco informati che interrompono le dimostrazioni con foto a caso; spesso gli artigiani si sentono più a disagio che orgogliosi. Inoltre, alcuni laboratori chiudono presto a causa di ritmi di preghiera, quindi è facile arrivare troppo tardi e trovare porte chiuse.
Un consiglio che non trovi nelle guide è di arrivare al laboratorio di tintura di indaco alle 8:30 del mattino, quando gli artigiani preparano il pigmento e sono felici di far vedere il processo passo‑a‑passo; chiedendo di mescolare l’argilla con le mani si ottiene un’esperienza sensoriale rara e si guadagna il rispetto del maestro.